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Acqua Pubblica. Konsumer Agrigento plaude all’assemblea cittadina svoltasi a Raffadali e Racalmuto in merito al ritorno all’acqua pubblica

 

 

 

 

Konsumer preso atto che l’unico confronto con il direttivo dell’Ati dopo l’interdittiva e la risoluzione contrattuale con la G. A. è stato il 22 luglio u. s., quindi dopo 9 mesi dall’evento in parola; che proprio il 22 luglio da parte dell’Associazione ai sindaci del direttivo dell’Ati presenti è stata consegnata una una richiesta scritta sulle principali problematiche del servizio idrico ancora ad oggi senza riscontro, ha chiesto ai Sindaci di Racalmuto e Raffadali, in occasione dell’assemblea cittadina svoltasi venerdì 6 settembre per il primo e per il secondo in occasione del consiglio comunale aperto svoltosi ieri nelle rispettive aule consiliari, di sollecitarne il riscontro da parte dell’Ati stessa. I Sindaci hanno già accettato di farsi promotori del sollecito in quanto il fine di Konsumer è quello di poter valutare proprio insieme ai Primi Cittadini di tutta l’assemblea territoriale idrica, quegli aspetti che in assenza di un attento esame, potrebbero rappresentare un buco nell’acqua sulla futura scelta di gestione idrica nel territorio dell’ex- provincia di Agrigento.
In particolare, Konsumer chiede di sapere se tutti i 43 comuni della provincia consegneranno le reti e le sorgenti, in quanto quest’ultime garantirebbero l’autosufficienza idrica senza dover ricorrere a Siciliaacque, e quali siano i costi indiretti della futura gestione legati principalmente agli aspetti sia di natura convenzionale che a quelli sulla responsabilità della gestione stessa del precedente gestore.
Considerato che oggi l’Ati ha di fatto inviato la risoluzione ma non ha ancora quantificato il costo della stessa.
Costo che potrebbe gravare ulteriormente in tariffa proprio sui cittadini.
Infine, Konsumer plaude alle assise pubbliche svoltesi che hanno impegnato i propri Sindaci a votare per la scelta dell’azienda speciale pubblica consortile ritenuta l’unica forma societaria che comporterebbe il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua. Percorso ancora lungo ed incerto considerato che proprio i Comuni che detengono la maggioranza nell’assemblea ad oggi non si sono ancora pronunciati.