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Agrigento. Nuccia Palermo (Lega): “Ancora si cerca di ostacola la Lega. Presidente Catalano, l’era alfaniana è terminata!”

 

Alfaniani contro Leghisti che fanno il verso a Capuleti vs Montecchi. Ma stavolta a dar battaglia non è lo scontro tra due potenti famiglie rivali romanzesche, bensì uno scontro tutto politico che si consuma dentro Aula Sollano, sede del Consiglio comunale di Agrigento. A denunciare tale conflitto, il consigliere comunale nonché capogruppo della Lega, Nuccia Palermo. “Ancora una volta si cerca di ostacolare la LEGA”. Inizia così la nota stampa diramata dalla stessa capogruppo Palermo, a seguito del suo allontanamento da parte del Presidente del Consiglio Daniela Catalano durante una seduta consiliare. Il motivo? Ancora una volta, la ripresa del proprio intervento da parte di Nuccia Palermo. “Gravissimo precedente, quello accaduto ieri, dove un Presidente del Consiglio, eletta nelle liste dell’ex Ministro Angelino Alfano e parente di quest’ultimo, allontana un consigliere comunale della LEGA impedendogli di partecipare alla discussione su di una proposta di delibera per un finanziamento di ben 2 Milioni di euro (ANAS) modificando di fatto i numeri in aula per l’approvazione. La motivazione per la quale il Presidente Catalano – scrive il Capogruppo della Lega, Palermo –  ha chiesto il mio allontanamento dall’aula mi destabilizza e mi fa sorridere. Nessuno riprenda il proprio intervento, ha tuonato il Presidente, dimenticando che l’era alfaniana è terminata già alle urne di qualche mese fa. Agrigento non china il capo e la gente chiede di poter vedere ciò che accade senza limitazioni di sorta. Per non parlare poi, del distorcimento interpretativo, che spero non sia intenzionale, dove l’unica autorizzazione che spetta dare al Presidente è quella di riprendere i lavori d’aula e non di autorizzare o meno a un eletto di riprendere sé stesso la cui immagine è pubblica, durante una seduta pubblica e pagata con soldi pubblici. Cara Daniela Catalano – conclude il Capogruppo della LEGA – Agrigento ha bisogno di trasparenza e la gente ormai la pretende. Il tentativo di bloccare il cambiamento è l’ennesimo autogol politico di una sinistra ormai sconfitta e alla deriva”.