Favara Politica Primo piano

Appello al PD: non sarà un’avventura

Lo stato in cui versa la città di Favara dopo la cura amministrativa a guida 5 stelle da loro stessi descritta fa immaginare che occorrerebbe un piano Marshall per poter ripartire.

Interventi straordinari  e dolorosi adempimenti per via della loro impopolarità per far fronte a una vera e propria “ricostruzione” che nulla ha di ordinario se non il disordinato e disorganico modo di procedere in una fase eccezionale quale quella che registriamo nella nostra comunità.

 Quello  accaduto a Favara in Consiglio Comunale  non ha eguali in nessuna parte della penisola. E’ stata consumata una resa dei conti nel movimento 5 stelle che continua per via epistolare con l’ urticante pubblicazione di note tra parlamentari dello stesso movimento di reciproche accuse di tradimento del codice etico;

 Intanto apprendiamo dalle missive in corso,che la gestione dei rifiuti in house è stata impedita dalla dichiarazione di dissesto finanziario e per dirla in modo piu comprensibile: la maga della finanza, allora assessore, non ha avvisato che le due cose insieme fossero incompatibili, non aveva idea di quello che stesse facendo rispetto al loro programma amministrativo. Ovvero non l’ha letto oppure se l’ha letto non l’ha capito.

 In tutti i casi viene fuori un quadro di improvvisatori di toppe peggiori dei buchi e che adesso si rinfacciano a vicenda il loro fallimento. Fin qui la cronaca degli accadimenti nella versione autentica dei protagonisti e dei migliori attori non protagonisti.

 Ma ora come previsto da troppi Il Consiglio Comunale con tecniche e assenze, ha deciso di continuare a vivere ed è venuto il momento che dica alla cittadinanza,  tra le ragioni nobili e meno nobili della sua esistenza in vita, quale   sarà  l’elenco di priorità per la città, niente affatto piacevole, utile ad avviare un percorso virtuoso.

Tutto il male descrivibile sulla amministrazione monocolore è stato  vomitato tanto “dai rivoluzionari,quanto dai controrivoluzionari” e riguarda il passato recente o remoto che sia. La domanda riguarda il presente e soprattutto il futuro.  Quali sono gli strumenti in mano all’amministrazione per iniziare il percorso di uscita dal pantano?

Tra questi strumenti soccorrera un efficace funzionamento dei servizi ? Con quali risorse e con quali competenze ci prepareremo all’attraversata del deserto ?

Non sarà il caso di promuovere un patto con la città dove in cambio dell’abbandono di abitudini non piu’sostenibili si potrà conseguire la meta di una vita civile piu’ moderna adeguata alle esigenze della collettività?

Una politica dalle le carte in regola che fa la sua parte e chiede le risorse per preparare lo sviluppo sarebbe di per sé un atto rivoluzionario?

La trattativa per la formazione di una nuova giunta in un Consiglio comunale fatto di minoranze la cui somma algebrica non fa una maggioranza politica, puo’ farlo?

Puo’ farlo con una visione e con dedizione in questo scorcio di fine mandato. Puo’ farlo con lo studio e l’impegno a perseguire obiettivi.

Il Ministro del sud Provenzano ha messo in campo una piattaforma dove i comuni accederanno ai finanziamenti per scuole e altro superando la loro incapacità tecnica di preparare i progetti finanziabili. Quindi se si avranno idee e tenacia, questi due anni che ci separano dalle elezioni faranno la selezione tra chi merita la fiducia di guidare la città, non sarà il piano Marshall ma davvero lo ricorda.

La sobrietà sarà la virtu’ necessaria per la ripartenza dal punto piu’ basso in cui versa il paese e il coraggio di mettersi in gioco la motivazione della sua classe dirigente. Non ci saranno coperture è sarà una partita ad alto rischio  per chiunque, sia che si sporchi le mani che per quanti penseranno di ricavare dividenti solo dalla propaganda perché non è piu il tempo degli slogans.

Questi eventi inimmaginabili solo tre anni fa, coglie di sorpresa i politici self- made man e piomba sul PD locale come i temporali estivi,rapida e violenta come raccontano le cronache dentro e fuori i social.

Tutti guardano al PD sia per il trend nazionale,ma anche perché è rimasto l’unico partito strutturato in Consiglio Comunale. Un PD senza organi rappresentativi,senza strategia che in un evento politico cosi impegnativo in territorio di Agrigento non assiste al precipitarsi in loco del Commissario nominato da Roma e si affida a singoli volenterosi senza molto entusiasmo.

Ma gli eventi lo chiamano in causa e non puo’ chiamarsi fuori, l’attenzione di chi forma la pubblica opinione , consiglieri comunali, social e stampa è concentrata sul PD per vivisezionare le mosse che riuscirà a mettere in campo. E’ l’ora della politica,  di battere un colpo e decidere cosa vorrà fare da grande.  Potrà apparire singolare,  ma  piu’ che ai suoi numeri in consiglio  la città  guarda alla sua cultura di governo alla capacità di riconnettersi con  la cittadinanza e i suoi bisogni . Ne avrà consapevolezza? Cominci a interrogarsi e risponda all’appello da protagonista.

pini