Primo piano

Appunti sul 1°Maggio a 10 anni dalla morte di Bruno Trentin

(foto Mauro Cocco).     

A Portella della Ginestra Camusso,Furlan e Barbagallo concluderanno il tradizionale comizio sindacale della festa nazionale del lavoro. 1947-2017 . Ma quest’anno saranno dieci anni dalla scomparsa di Bruno Trentin che nel 1992 da Segretario Generale CGIL firmo’, insieme a CISL e UIL, la proposta del Governo Amato per la fine della scala mobile e la sospensione della contrattazione articolata e si dimise un attimo dopo creando il panico di amici e avversari interni in CGIL. Aveva firmato perché necessario e si dimise per non aver rispettato il mandato ricevuto per la trattativa. Bruno Trentin era un convinto sostenitore dell’ unità sindacale di formazione liberal azionista, aveva fatto la resistenza nel partito d’azione fucina di splendide personalità che lasciarono il segno nella storia della Repubblica. Un intellettuale raffinato che fa sintesi con la pratica quotidiana di guida della Fiom, il piu’ antico sindacato dei metalmeccanici i Italia in una felice stagione di conquiste sindacali unitarie. Fu’ anche parlamentare del PCI  al tempo in cui non era in vigore la incompatibilità tra  cariche sindacali e quella di parlamentare. Nonostante l’appartenenza e tutti i limiti dell’autonomia sindacale seppe assumersi la responsabilità delle sue convinzioni e firmo l’accordo scatenando il finimondo nell’ambiente politico e sindacale. Oggi registriamo su Alitalia che prima I sindacati confederali chiamano i lavoratori a esprimersi su un’ipotesi di accordo,che i lavoratori bocceranno perché iniquo e poco credibile e dopo aprono il dibattito sullo strumento,il referendum, che viene considerato inadatto mentre sul merito dell’accordo denunciano la mancanza un vero piano industriale. Se il contrasto alla teoria della M5S  sulla disintermediazione dei sindacati nei rapporti di lavoro comincia con tali contraddizioni non saranno i meriti storici di grandi dirigenti a garantire l’efficacia della rappresentanza delle confederazioni. E qui và recuperata la lezione di Bruno Trentin l’autorevolezza di una guida che rifugge le semplificazioni entrando dentro il dedalo delle complessità che vive il lavoro per indicare una soluzione accettabile con una visione generale di cui il valore del lavoro con la sua dignità si fa carico. Certo Trentin riusciva a parlare di cose complesse non solo facendosi capire da tutti,ma  dando pure l’idea che la sua era la soluzione migliore e per questo fu’ un leader sindacale stimato e rappresentativo. Quando Lama scelse Pizzinato per la sua successione e poi questi si dimise perché non adeguato in quel momento storico,tutti in CGIL invocarono la sua elezione perché sapeva interpretare il suo tempo e poteva rappresentare le istanze del lavoro nel mondo del cambiamento. Il modo migliore di festeggiare il primo Maggio sarebbe cominciare a dare rappresentanza a una generazione di lavori senza regole e mal pagati fatti da giovani che non credono in un migliore futuro. Per quanto scarsa come risorsa il lavoro dovrà trovare una alternativa alla teoria del sociologo De Masi del lavorare gratis per lavorare tutti e questa sarà la sfida che le confederazioni devono lanciare in questo 1° maggio . Per farlo dovranno interrogarsi sul loro rapporto con i lavoratori e sul sistema di rappresentanza che non puo solo includere chi è dentro il mondo del lavoro ma anche chi non riesce ad entrarci nel suo paese e và fuori a cercar fortuna.

pini