Non solo Notizie Primo piano

Come te, non c’è nessuno… sei unico/a al mondo

È risaputo che la vita di una pianta dipende soprattutto dalla capacità/natura di interrarsi… …più le radici sono profonde più le piante vivono…di converso più sono superficiali meno vivono. Le azioni che ci permettono di cambiare i meccanismi che sottostanno ai nostri comportamenti sono profonde come le radici di un albero longevo… mentre i buoni propositi sono evanescenti, durano sino all’esautoramento del momento che li ha propiziati… sono, cioè, come la polvere che si deposita sui mobili… basta poco per spazzarla via, come basta poco per ripresentarsi. Per incidere sui nostri modi di stare nel mondo, pertanto, – specie se questi si sono rivelati deleteri – si rende necessario lavorare sodo… e più si opera nei primi anni di vita più le probabilità di spuntarla sono alte.

La profondità ed il contatto forte con la parte ontologica della nostra vita, può determinare, dunque, una migliore qualità dell’esserci in rapporto a noi stessi e agli altri.

Gli strumenti che abbiamo a disposizione per dare profondità al nostro ‘stare’ nel mondo, in parte sono endogeni ed in parte esogeni. L’interazione/armonia di questi ‘opposti’ ci permette di evolverci verso nuovi punti di vista sempre più vicini alla vita che abitiamo.

Dipende da noi acquisire la consapevolezza di stare in viaggio dentro la vita fatta di relazioni, di regole e di radicamenti, di cultura, istruzione, formazione… Metterci sempre e comunque in gioco per tradurre le resistenze in opportunità e queste in nuove forme di consapevolezza in modo da lanciare in avanti lo sguardo al fine di ri/cercare nuovi e visibili orizzonti di convivenza umana e solidale, sono i presupposti del viaggio che ha inizio con la vita e che dura tutta la vita.

Basta, a volte,  una semplice passeggiata sul lungomare sanleonino per vedere orizzonti e distese di luci ed ombre che nemmeno una biblioteca riuscirebbe a contenere. S’incontrano sguardi soddisfatti e sguardi afflitti, indifferenza e desiderio di contatto, solitudine e tanta voglia di essere visti ed anche non-visti per come si è dentro.

La provincia di Pirandello, di Sciascia, del ‘Gattopardo’, di Russello e di Cammilleri, non può, non deve e non vuole costringere ai margini ed emarginare i tanti/troppi ‘ultimi’ che la società dei consumi mette all’angolo nel silenzio generale. C’è bisogno di un colpo di reni, di rialzare la testa per non essere più ‘nessuno’, ma ‘centomila’, per non cadere nell’ipocrisia gattopardesca di un cambiamento di facciata, ma profondo, vero, esistenziale, umano… vitale. Incontrare sguardi spenti di ragazzi/e accompagnati/e dalla presenza pesante, disorientata e pressante di una madre, di un padre o di entrambi, nell’apatia/indifferenza di sguardi che volgono i visi altrove come a dire ‘ a me non (è) capita-to’… fa davvero male. Sapere che il territorio dei tanti ‘grandi’ già citati non è in grado di garantire un servizio minimo di supporto alle famiglie per alleggerirne la sofferenza in presenza di importanti disagi esistenziali, brucia l’anima e fa tanta rabbia.

Il Dipartimento di Salute Mentale della nostra ASP (Azienda Sanitaria Provinciale) si limita a gestire il disagio ‘mentale’ indirizzando i pazienti verso le CTA che si limitano – anche loro – a ‘guinzagliare’ e sedare i ragazzi senza preoccuparsi di ri-abilitarli alla vita familiare, sociale e produttiva. L’assistenza sedata sembra il loro massimo globale. Eppure basta oltrepassare i confini della nostra provincia, della nostra isola, per rendersi conto che si può fare e si può dare di più. Come é possible che da noi no ed altrove si?

È questione di cultura. Ed è anche questa una questione meridionale, di formazione e di etica. Ciò detto, la critica da sola si ferma alla ‘pars destruens’, noi – invece – vogliamo e dobbiamo essere impegnati a sostenere la ‘pars costruens’. Fichte la chiamerebbe Tathandlung, cioè, l’azione (Tat) che produce l’azione stessa (Handlung). Le energie, pertanto, vanno indirizzate da questa parte. E se ci riusciremo sarà tanto… perché abbiamo molto da aggiungere al niente presente. Ed è con questo spirito che stiamo lavorando per radicare l’Associazione, che fa riferimento alla Fondazione Nuova Specie Onlus, anche i Sicilia. Crediamo che la domanda di ri-abilitazione dal disagio esistenziale, ontologico o cosiddetto mentale, vada colta. Ed è su questo fronte che vogliamo indirizzare tutte le nostre energie. Il disagio non può essere un sintomo di esclusione ma un motivo per cambiare ciò che non genera più salute e relazione. Sento che anche nella nostra provincia è venuto il tempo di cambiare musica ed iniziare a pensare a vere e prorpie strutture ri-abilitative e non semplicemente ed esclusivamente assistenziali, sedative e croniche.

Angelo Vita( Pedagogista – docente di Filosofia e Storia)