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Favara. Albero di “Auliva spiciusa” a ridosso della trascurata Villa di Giufà. La parola dell’architetto Salvatore Pullara

 

 

La natura che preserva se stessa anche quando la mano dell’uomo è crudele o incurante. In questa prima domenica di giugno, ancora lontana dal clima primaverile o estivo, parliamo di vegetazione tipicamente siciliana: l’albero di ulivo. A segnalarci ciò che di bello a Favara sopravvive- nonostante tutta la trascuratezza umana- è Salvatore Pullara, architetto e pianificatore territoriale e ambientale.

 

“C’è un albero che, in questo periodo dell’anno, emana un profumo di vaniglia eccezionale”. Inizia così il racconto dell’arch. Salvatore Pullara. “Si tratta dell’olivo specioso, un albero che per circa 20 giorni dalla fioritura, inebria di un odore unico un vasto raggio di città. E possiamo trovarlo- continua l’architetto- in diverse zone di Favara come Corso Vittorio Veneto, Itria e vicino il Parco di Giufà in Viale Che Guevara”. Ed è proprio presso la Villa di Giufà- abbandonata e piena di sterpaglie- che abbiamo potuto godere della frizzante fragranza dell’Ulivo specioso.

 

 

Piccoli fiori bianchi dal cuore giallo si susseguono su ramoscelli di foglie allungate di un verde sbiadito, spargono una fragranza davvero unica e persistente, su di un albero che dà il benvenuto a coloro i quali vorrebbero entrare dentro la Villa di Giufà e i Paladini, immaginando di trovare bambini festanti che trascorrono i pomeriggi al parco…ed invece l’aridità della vegetazione- bruciata dalle intemperie- e l’incuria del tempo e dell’uomo, sono gli unici abitanti di questo maestoso parco che dialoga con il mare di fronte, ma non con chi ha il dovere di prendersene cura…

 

 

Ed allora resiste e persiste l’albero di “Auliva spiciusa”, anche alla dimenticanza di coloro i quali dovrebbero averne cura. Al prossimo articolo sulla vegetazione favarese capace di sopravvivere!