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Favara, ancora fuoco e fumo nella città abbandonata: ennesimo rogo domato per tempo

Favara – Ieri 7 agosto 2025, ore 10:00 – È ormai un tragico rituale quello che si consuma nelle zone abbandonate del centro storico di Favara: il fuoco torna a divorare plastica, rifiuti e rovine. Anche ieri mattina, in una località che molti dei nostri concittadini riconoscerebbero a colpo d’occhio, una densa colonna di fumo nero ha tagliato il cielo, portando con sé odore acre e tossico che non ha bisogno di spiegazioni.

A intervenire prontamente questa volta sono stati i Vigili del Fuoco, riuscendo a domare le fiamme prima che potessero estendersi ulteriormente. Per oggi, l’intossicazione dei nostri figli è stata rimandata a domani. Ma il ciclo si ripete con disarmante certezza, e il sospetto che qualche piromane abituale continui ad agire indisturbato tra le discariche a cielo aperto è ben più di un timore. Le fiamme si sono sviluppate ancora una volta nei quartieri dimenticati, tra le case semidiroccate del vecchio centro, da tempo occupate abusivamente da cittadini extracomunitari. Rifugi di fortuna, privi di servizi essenziali, che rappresentano non solo un’emergenza sociale e abitativa, ma anche un fattore di rischio per la sicurezza collettiva. Qui, dove il sole fatica a filtrare, dove l’amministrazione non guarda, e dove anche lo sguardo dei cittadini sembra voltarsi altrove, si estende una vasta area trasformata negli anni in una discarica informale. Una discarica creata, va detto, da chi ha continuato a ignorare le più basilari regole del vivere civile. I peggiori tra i favaresi hanno trovato comodo sversare lì ogni tipo di rifiuto, impuniti, mentre le istituzioni assistevano inerti. Nonostante le continue segnalazioni dei cittadini, nessuna amministrazione ha mai attuato un piano di bonifica. Né misure repressive verso i responsabili, né tanto meno interventi preventivi per arginare il degrado crescente.
Eppure, gli uffici comunali affacciano proprio su quei fumi neri. Li vedono, li respirano. Ma da decenni nessuno sembra voler affrontare il problema con serietà. Intanto la zona assume sempre più l’aspetto di quei paesaggi documentati nei reportage sul degrado urbano del Terzo Mondo. Non si tratta più solo di decoro, ma di salute pubblica, sicurezza e dignità. È urgente che la comunità, stanca ma non rassegnata, torni a far sentire la propria voce. Che chi ha il potere e la responsabilità torni a guardare, ad agire. Prima che Favara affondi definitivamente nel fumo delle proprie ceneri.