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Favara, memoria e cinema: l’Unitre apre il cineforum tra storia e identità

Casa Cacioppo

Favara torna a guardarsi dentro. Lo fa attraverso il cinema, ma soprattutto attraverso le storie dei suoi cittadini. Lunedì 30 marzo 2026, nella sala del Collare del Castello Chiaramonte, si è aperto il ciclo di incontri dell’Unitre Empedocle dedicato alla cinematografia neorealista in Sicilia. Un appuntamento partecipato, intenso, che ha unito cultura e memoria. Il pubblico ha seguito con attenzione, spesso in silenzio, fino a momenti di vera commozione. Al centro dell’iniziativa il cineforum “La cinematografia neorealista in Sicilia”. Primo film in programma “Il cammino della speranza” di Pietro Germi, girato in parte proprio a Favara. Una pellicola che racconta gli anni ’50, segnati dall’emigrazione clandestina e dalle difficoltà dei minatori. Un pezzo di storia locale che ancora oggi lascia il segno.
A rendere tutto più vicino, il fatto che molti favaresi parteciparono al film come attori e comparse. Un legame diretto tra cinema e comunità, che continua a vivere nel ricordo.

L’incontro si è aperto con l’intervento di Mimmo Alaimo, che ha introdotto anche l’assessore Vincenzo Cassaro. Quest’ultimo ha condiviso testimonianze legate alla sua famiglia, raccontando le condizioni di vita dei minatori e degli emigrati. Durante il suo intervento, Mimmo Alaimo ha aperto una parentesi su un progetto cinematografico che sta prendendo forma proprio a Favara. Si tratta del film “Tradimento e Potere”, tratto da una sceneggiatura firmata dal regista Stefano Vinciguerra, presente in sala insieme al pubblico. Alaimo ha spiegato come il lavoro sia attualmente in fase di realizzazione e stia coinvolgendo il territorio non solo come ambientazione, ma anche come comunità viva, parte attiva del racconto. Il film ripercorre la vicenda umana e politica di Gaetano Guarino, sindaco di Favara, assassinato il 16 maggio 1946 dopo appena sessanta giorni dal suo insediamento.

Subito dopo, il presidente dell’Unitre Amedeo Cavallaro ha portato la sua esperienza personale di figlio di emigrato e di studente lavoratore in Germania. Il tutto accompagnato dalle note di “Vitti ‘na Crozza”, nella voce di Peppe Calabrese, che ha creato un clima forte e coinvolgente. Spazio poi alle testimonianze. Michele Crapanzano ha raccontato la storia del padre, emigrato clandestino, arrestato alla frontiera francese e poi costretto a rientrare, prima di ripartire ancora una volta. Baldassare Arnone, autore di “Odissea di un emigrante”, ha affidato alla figlia Giovanna la lettura di una lettera sulla sua esperienza. A chiudere gli interventi, la ballata “L’emigrante” di Salvatore Mossuto, che ha toccato profondamente i presenti.

La proiezione del film è stata seguita in silenzio, con un lungo applauso finale. Un momento liberatorio, segno di un coinvolgimento reale.
Il cineforum, patrocinato dal Comune di Favara, continuerà nei prossimi mesi con altri tre film legati a temi sociali e storici: “In nome della legge” di Pietro Germi; “Anni difficili” di Luigi Zampa; “Itaker” di Toni Trupia
L’Unitre Empedocle conferma così la sua apertura al territorio. All’evento hanno collaborato anche il Centro Studi “A. Russello”, la Fondazione culturale “Calogero. Marrone” e il Caffè Letterario “Il Pozzo di Giacobbe”. Un inizio che va oltre il cinema. È un modo per non perdere la memoria. E per capire meglio chi siamo oggi.