CRONACA Primo piano

Favara. Sfregiato il volto della statua di Gesù in Via Saragat. Favara, cosa ti sta succedendo?

 

 

Il giovane Salvatore Fanara, consigliere comunale, stamattina mi ha chiamata per avvisarmi del terribile atto vandalico alla statua di Gesù in via Saragat. “Vale- mi dice- io abito in questa zona e stamattina aver visto il volto sfregiato di Gesù è stato un dolore. Favara non è questa. Non lo dico da politico ma da cittadino. Voglio, vogliamo urlare che Favara è altro! Un volontà condivisa dai molti residenti – continua Salvatore Fanara- nel voler dare un segnale di fede. Creare una sorta di “luogo di preghiera” per tutti coloro i quali transitando con le macchine o con i motorini, potessero anche fare una preghiera veloce”. Credetemi, era emozionata la voce di Salvatore il quale  conclude dicendomi che “nella mia qualità di consigliere, ho voluto dare il mio contributo ed ho fatto mettere la panchina, così che possa essere luogo di culto anche stazionario. Favara ha bisogno di credere e luoghi del genere aiutano a ritrovarsi”. Ed è stato proprio Salvatore Fanara a mandarmi le foto e a raccontarmi ciò che stava succedendo. “C’è un mare di gente, e non solo gli abitanti del quartiere. Si è creato un pellegrinaggio per dimostrare solidarietà”.

 

Via Saragat è una strada trafficatissima. Io, per esempio, ogni mattina- quando non sono in ritardo per andare a scuola- mi piace attraversare le vie di Favara che mi portano verso Agrigento. Mi piace il risveglio caotico della mia città. A volte disordinato, altre volte più scorrevole, ma sempre vivo. E nel tragitto, Via Saragat è tra queste strade vivaci che mi portano a scuola. Ho visto, giorno dopo giorno, posare le prime “pietre” che hanno creato il luogo diventato sacro con la posa della statua di Gesù Cristo. Ho visto creare la base in muratura la mattina alle 7.30 e alle 14.30- al mio rientro- finire questo passaggio. Ho visto lavorare incessantemente gli artisti della statua fin al calar del sole. Ho visto un quartiere popolatissimo voler condividere l’atto di fede con l’intera città, con l’inaugurazione corale e partecipata del 18 febbraio. E poi, questa mattina, il triste risveglio. Sfregiato il bellissimo volto di Cristo. Davanti a fatti del genere, le domande sono tante così come lo sono le possibili risposte. E a porsi tali interrogativi è un’intera comunità di ben 33 mila abitanti che lotta costantemente, spesso con il vento contrario, per ridare al mondo un’immagine bella, pulita e cristallina. Ma, ancora una volta, il malaffare di pochi, anzi pochissimi balordi, sferra un attacco doloroso al cuore pulsante di Favara. Avete già letto su Favaraweb la notizia relativa all’atto vandalico perpetrato nei confronti della statua di Gesù posta da meno di un mese in Via Sagarat dagli abitanti del popolato quartiere. Oggi, sabato 9 marzo, l’infelice risveglio. La foto dell’atto sacrilego è stata condivisa anche su Facebook. Diversi i commenti degli internauti, ma tutti univoci nel gridare che “FAVARA NON E’ QUESTA”.

 

(fonte Facebook)

Don Marco Domanti, parroco della chiesa San Pietro e Paolo scrive: “La nostra città si sveglia con l’ennesimo atto di oltraggio e vigliaccheria. Questa statua non si trova alla Muntagne della Pace ma in una zona abitata e davanti a una strada. Chi commette questi atti va aiutato a curarsi, perché certamente non è normale. Penso che dobbiamo andare oltre, la nostra città vive di tanti disagi. Questo è un disagio e dobbiamo riflettere e intervenire. Il silenzio di un popolo è complicità. Dobbiamo vegliare sul nostro territorio perché siamo tutti corresponsabili. Bisogna seguire i figli che facilmente non seguono modelli veri ma prodotti del momento. Come macchine omologate senza proprio pensiero e azione, dove regna la legge del più forte. Preghiamo ma agiamo. Mi appello alle istituzioni Civili e militari, mi appello al buon senso di tutti. La strafottenza è il peggior male che ricadrà su ognuno di noi. Dio ci perdoni e con il suo perdono possiamo ripartire per aiutare e sostenere chi non vive bene”.

 

(fonte Facebook)

 

Anche la sindaca Anna Alba ha condannato il vile gesto: “Favara, purtroppo anche oggi, si sveglia con l’ennesimo atto vandalico a scapito dell’intera comunità. Atti vili che ledono l’immagine di un paese che non tollera più questi gesti…FAVARA però reagisce e si RIALZA. La foto ne è la dimostrazione…”.

 (fonte Facebook) 

 

Favara viene distrutta ma, come l’araba fenice, è capace di ricostruirsi. Diventa ancora più importante- mi ritrovo spesso a scriverlo e a dirlo- l’ideale di fare rete, di non lasciare indietro nessuno. Di vivere la comunità. Di credere nella comunità. Di condividere la comunità. Come? Tutelandoci, proteggendoci e amandoci, perché- abbiamo più volte visto- l’odio è pericoloso e genera mostri invisibili che colpiscono nel buio della notte. Ma Favara è fatta per amare ed essere amata e, dunque, tocca a tutti noi abitanti farlo. Non abbiamo più alibi o scusanti.