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Favara. Sospensione del mercato settimanale. Caramazza: “Nessuno ha negato il dialogo e nessuno ha chiuso le porte ad una ripresa del mercato”

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La sospensione del mercato settimanale del venerdì è stata dettata dalla situazione critica dei contagi che a Favara a toccato quota 131 il lunedì di Pasquetta. Il trend osservato dall’Amministrazione, a partire dall’impennata del 23 marzo, faceva intendere che i numeri sarebbero stati preoccupanti ne giorni successivi. Si è passati infatti dai 58 positivi del 22 ai 74 del 23 marzo con un andamento dell’incremento costante registrato nelle due settimane successive. Un incremento significativo che poi, cosi come si è osservato, ha portato al picco massimo di contagi mai registrati a Favara. L’ordinanza di sospensione del mercato non è stata un fatto isolato, ma ad esse si sono aggiunte diverse altre ordinanze sindacali e dirigenziali volte a contenere la curva dei contagi.
Pertanto la decisione dell’Amministrazione di sospendere anche il mercato, per arginare meglio l’andamento epidemiologico di una comunità che è a rischio zona rossa, sembra essere un provvedimento dettato dal buon senso.

“Indire delle manifestazioni di protesta senza nemmeno provare a dialogare, – scrive L’Assessore alle Attività Produttive Leonardo Caramazza – a cercare il confronto con l’amministrazione, per comprendere quali siano stati i problemi, le intenzioni e quali invece le soluzioni sembra più una volontà politica di qualche sindacato volto solo a creare scompiglio.
Il dialogo e il confronto tra sindacati, operatori mercatali e amministrazione è stato sempre ottimo e motivo di grandi vittorie civili, in forza alla legalità e al quieto vivere. Pertanto si invitano i sindacati ad evitare manifestazioni di proteste, che creano assembramenti e disagi ulteriori alla città, prima di aver cercato e ottenuto il confronto, il dialogo e le soluzioni comuni”.

“Nessuno ha negato queste possibilità – conclude Caramazza – e nessuno ha chiuso le porte ad una ripresa del mercato che sia confortata dai dati e dalla situazione socio-sanitaria che stiamo attraversando. E’ nelle prerogative di ogni sindacato chiedere un tavolo di confronto all’Amministrazione (richiesta mai pervenuta né per vie formali né informali) per comprendere la situazione reale e pervenire più velocemente ad una soluzione ottimale. Sarebbe preferibile attivare uno spazio di confronto prima delle manifestazioni di protesta e degli assembramenti.

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