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Favara: una crisi è meglio che tirare le cuoia?

La Sindaca di Favara in un corposo documento lancia un appello “alle altre forze politiche presenti in Consiglio Comunale per bloccare l’eventualità di un commissariamento disastroso”;

“mettetevi una mano sulla coscienza,pensate al bene di Favara e dite no alla sfiducia”.

La Sindaca con l’appello “alle altre forze politiche” ritiene di avere ancora il copyright del movimento 5 stelle per la sua amministrazione,”lo stesso movimento che prima mi ha osannato e adesso mi vuole buttare giu’” sono parole sue.

Non risulta chiaro dalla nota se Ella rimane in quello stesso movimento “che credeva di potermi manipolare,influenzare,manovrare a suo piacimento”. Se l’apertura anche alle “forze produttive della citta,imprenditoriali e sociali” la vuole condurre a nome e per conto del movimento riconosciuto, ovvero è una impostazione personale sua e dei suoi consiglieri, perché è ritenuta una apostata dal manovratore di cui non indica il nome lasciando ai lettori di individuarlo tra i parlamentari dell’ ARS.

La Sindaca ammette gli errori nel coprire il movimento nell’azione amministrativa, ma non dice quali sono quelli che Ella oggi ritiene errori, mentre implicitamente riconosce nelle forze politiche di cui disse peste e corna l’anelito al supremo interesse della città rivolgendo loro l’appello.

Lo fa con un elenco di obiettivi da raggiungere che piu’ che alla coscienza inclinano alla convenienza di non lasciarli al Commissario che è vero non risponderebbe alla Città,ma ad altro dante causa, non escluso il non meglio identificato manovratore, ma non porterà le cavallette.

Del resto non si ricordano particolari esibizioni di sensibilità verso talune aree di disagio nel nostro comune, neanche da parte sua. Basti pensare al travagliato tema dell’ AVODIC di Favara, non proprio un modello di comportamento.

Ma resta il fatto politico che denuncia il tradimento della rivoluzione che mangia i suoi figli traducendosi in un assalto alla diligenza azionato da corsari guidati dal Gattopardo intenzionato a far pagare ai cittadini il dissesto finanziario “raccontando una storia falsa”.

C’è di che deprimersi quando sembra cercare sostegno tra chi in Consiglio Comunale ha consensi tra i precari.

Non è superfluo indicare che la nota sembra rassicurare i destinatari che Ella non cercherà un altro mandato” dopo tutto questo tempo mi posso permettere di dire che chi verrà dopo di me troverà un Comune piu’ semplice da amministrare” per poi aggiungere che” l’opera di risanamento economico e sociale richiederà piu’ di una consiliatura per ottenerlo”. Le due cose non sono coerenti e sarebbe il caso che ci spiegasse perché sarà in futuro piu’ semplice con gli stessi problemi strutturali che ha omesso di elencare tra l’eredità che la Sindacatura ambiziosa e improbabile lascia a se stessa se supererà come tutti ormai credono, la sfiducia in Consiglio Comunale.

L’Alba 2 come Il Conte 2, libera dalle bardature armonizzerà la  sua visione della città futura con quella dei consiglieri guardando al futuro o tirerà a campare, che come ha insegnato Andreotti è sempre meglio che tirare le cuoia?

E’ la fine ingloriosa dell’improvvisazione fatta Governo che tante speranze ha alimentato,quante sono le delusioni sul cambiamento nel costume amministrativo della Città.

Benvenuti nel mondo reale dove non ci sono risposte facili a problemi complessi.