Politica

Gli indigenti: benestanti a loro insaputa

E’ ufficiale la metà del milione di famiglie che non hanno un lavoro e nemmeno ammortizzatori si trova nel mezzogiorno d’Italia.

Il mezzogiorno che per involontaria ironia invoca il rito di una famiglia che siede attorno una tavola apparecchiata.

Beh! Non è cosi’ per molti non è cosi e ai voglia di parlare del valore della famiglia nella società, quando poi si è indifferenti nella ricerca di risorse e servizi che diano un senso e credibilità alle dichiarazioni pubbliche.

Insomma molti comuni non hanno fatto nulla per accedere alle risorse per il contrasto alla povertà, come se i loro cittadini indigenti fossero benestanti a loro insaputa.

Chi crede che tale inadempimento sia una scelta, ignora che il vero difficile aspetto da superare è l’inadeguatezza degli atti e dei comportamenti della classe dirigente sia politica che burocratica a gestire situazioni ormai divenuti eccezionali con le abitudini i tempi di una mentalità araba che è fuori dal tempo e dalle necessità contingenti.

Dispiace ammetterlo, ma la sfida è tutta qui, nella capacità di prendere atto dei limiti e cercare le alleanze per una illuminata visione delle città e delle comunità, che non consumi le risorse per chi è dentro la cittadella del buon vivere, ma includa chi è rimasto fuori.

La condizione di povertà non è una maledizione di ceto che costituisce la loro dannazione è lo scivolamento di altri ceti travolti da un globalismo dei forti sui deboli, ma attenzione  amministratori i rapporti di forza mutano non restano per sempre quelli di oggi.