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I favaresi che finirono nei campi di concentramento

Le deportazioni degli italiani nei campi di concentramento iniziarono dopo l’armistizio di Cassibile dell’8 settembre 1943. La fine delle ostilità con le forze anglo- americane diede vita al fenomeno della Resistenza contro gli ex alleati nazisti che intanto avevano occupato l’Italia centro- settentrionale e internato nei campi di concentramento parte dei ragazzi del Regio esercito italiano. Dunque, per i nazisti, anche gli ex alleati italiani divennero nemici da deportare, sfruttare ed eliminare proprio come gli Ebrei, omosessuali, zingari, dissidenti politici ecc ecc.

Aggiungiamo che, ai prigionieri italiani fu riservato un trattamento peggiore rispetto agli altri perché furono considerati traditori del Terzo  Reich.

Purtroppo, anche diversi favaresi ebbero la sventura di finire nei Lager. La lettura di alcune delle loro biografie scaturisce un senso di incredulità che lascia spazio solo  all’indignazione. E non è tutto, perché molti reduci favaresi, un po’ come tutti i superstiti di questa terribile esperienza, reagirono con il silenzio alle percosse subite nei lager, sbagliando. Solo Lillo Vaccaro ha avuto il coraggio di scrivere la sua tremenda storia in un libro molto interessante dal titolo “da Ramalia a … Ramalia”. Anche, le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno contribuito a creare un vero e proprio “vuoto storico”. Basta pensare che, la prima lapide marmorea, anche se parziale nei nominativi riportati, venne installata solo il 25 aprile del 1994  in Piazza d’Armi, dall’amministrazione guidata da Gaetano Sanfilippo. Nel 2006, lo storico Calogero Castronovo rintracciò il favarese Giovanni Giglia fra i caduti nel campo di concentramento Ebensee ( sotto campo di Mathausen) e l’ amministrazione guidata da Domenico Russello commissionò una lapide che fece installare all’entrata del cimitero di Piana Traversa.

Nel 2015, all’interno della pubblicazione “Altri uomini – storie di antifascisti e partigiani favaresi”, ho stilato un elenco di venti favaresi che furono internati all’interno di questi campi di morte. A causa della solita parzialità delle informazioni non sono riuscito a riportare in maniera omogenea tutti i dati dei nostri compaesani:

Nicolò Bruccoleri nato a Favara il 16/03/1908, detenuto a Dachau, morto a Favara il 24/10/1982.

Gaetano Burgio nato a Favara il 29/07/1916, detenuto a Dachau, morto a Dachau l’11/08/1945.

Emanuele Butticè nato a Favara 12/08/1922, detenuto M- Stammiager IV C (GE) numero di matricola 9878, morto a Favara 18/12/2008.

Calogero Fanara nato a Favara 1/09/1915, deportato ad Imperia, poi fuggito, morto a Favara il 27/09/1973.

Calogero Fradella nato a Favara il 5/01/1892, deportato a Melk (sottocampo del Lagerdi Mauthausen) morto a Melk il 31/01/1945.

Antonio Galiano nato a Favara il 28/09/1902 deportato a Mauthausen e poi a Gusen (sottocampo del Lagerdi Mauthausen), con numero di matricola 61649, morto a Messina il 16/06/1947.

Giovanni Giglia nato a Favara il 14/04/1899, deportato ad Ebensee (sottocampo del Lagerdi Mauthausen) morto a Ebensee il 2/03/1945.

Calogero Marrone nato a Favara l’8/05/1889, deportato a Dachau, con numero di matricola 4317, morto a Dachau il 14/02/1945.

Domenico Marsala nato a Favara il 22/12/1892, deportato a Gusen, morto a Gusen il 9/11/1944.

Calogero Milioti nato a Favara 18/08/1919 deportato in Germania (si sconosce il Lager), morto a Favara il 7/07/1994.

Calogero Nicolò Patti nato a Favara il 28/10/1911, deportato a Dora- Mittelbau, con il numero di matricola 0312, morto mentre tentava la fuga dal Lager.

Pietro Patti nato a Favara il 18/02/1922, deportato in Germania (si sconosce il Lager), morto a Favara il 25/04/1991.

Calogero Piazza nato a Favara il 10/07/1916, deportato a Lille, poi fuggito, morto a Favara il 12/11/1991.

Carmelo Quaranta nato a Favara il 4/05/1911, deportato Boslar (GE), con numero di matricola 38144, morto a Favara il 22/12/1997.

Rosario Taranto nato a Favara il 28/06/1923, deportato a Lachewalde, numero di matricola 184733, (liberato dai sovietici) morto a Favara il 10/01/2012.

Calogero Vaccaro nato a Favara l’8/01/1921, deportato allo Stalag IV e poi nelle miniere di Plzen Kladno, numero di matricola 23302 (liberato dai sovietici), morto a Favara il nel 2016 .

Infine, ho estrapolato altri nomi di favaresi, imprigionati nei campi di concentramento, dal libro del mio amico Lillo Vaccaro: Vetro Salvatore (catturato in Albania il 9/09/1943, detenuto in Germania e rientrato a Favara); Di Stefano Salvatore (nato a Favara nel 1917 e detenuto nello Stalag IV. Dopo la guerra cambiò nazionalità); Buggea Calogero (nato a Favara nel 1914); ed infine ho individuato, tra i documenti di Rosario Taranto, il nome di un probabile favarese: Tuzzolino Giuseppe, deportato a Josef Staniewsck (Polonia) dal 14/09/1943 all’8/05/1945, con numero di matricola 05752 . Fornire notizie più dettagliate su queste persone è praticamente impossibile.

Da questi dati, si evince, purtroppo, che non tutti i nostri compaesani internati riuscirono a salvarsi ma, grazie all’ex sindaco Rosario Manganella, la loro memoria è salva.

Infatti, il 2 giugno 2016, in occasione della festa della Repubblica, è stata installata una stele in piazza Cavour su cui sono stati incisi i nomi di partigiani, antifascisti e deportati favaresi.

Fortunatamente, da qualche anno, la locale sezione dell’ANPI e l’istituto studi e ricerca “Calogero Marrone” organizzano delle attività nelle varie scuole della città volte a ricordare “Il Giorno della Memoria”.

Pasquale Cucchiara – Presidente circolo culturale LiberArci