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Il PD per un rilancio amministrativo in città: abbiamo fatto bene ma non basta

Casa Cacioppo

Il documento della locale direzione del PD  sulla azione amministrativa in città segna una distanza sostanziale con quanto avviene nel vicino capoluogo,Agrigento, dove l’implosione in una crisi interna potrebbe vanificare gli sforzi per un buon risultato alle elezioni amministrative della prossima primavera.

Qui invece è il recupero dell’azione politica dell’attuale gruppo dirigente a qualificare il senso di una organizzazione politica strutturata che per tempo si assegna l’arduo compito di coinvolgere la società civile favarese per un rilancio dell’azione amministrativa al Comune di Favara e stendere un documento programmatico rappresentativo delle istanze e dei bisogni di categorie e cittadini.

Due osservazioni preliminarmente vanno valutate da parte del lettore/elettore.

La prima consiste nel constatare che il PD favarese ha la voglia di tornare a essere percepito come un soggetto collettivo di rappresentanza,elemento costitutivo della migliore tradizione politica dei movimenti risorgimentali, cattoliche, socialiste o laiche che fossero.

Quindi non componente di una visione piu’ ampia all’interno della coalizione che guida la città, ma una forza con una sua proposta programmatica che in coalizione trova una sintesi e stabilisce insieme le priorità;

La seconda non minore, è che una volta Assunta la rappresentanza delle necessità e dei suoi ceti sociali tale piattaforma non potrà che costituire le linee guida della sua azione politica indifferentemente se avrà la guida dell’amministrazione locale oppure no.

Il documento prova a rilanciare una immagine di  partito consapevole del forte contributo dei suoi assessori nei risultati ottenuti dalla Giunta Palumbo che cita nel documento dai fondi PNRR al piano triennale che sarà varato a breve. E tuttavia, come scrive il suo segretario Bellavia, nell’ultimo scorcio di consiliatura deve trovare una spinta piu’ forte.

Coloro I quali hanno anche solo la percezione di come avvengono le dinamiche politiche in città capiscono che il giovane Bellavia e il suo gruppo dirigente ha davanti un compito oneroso che accanto alla energia giovanile deve dotarsi del piu’ antico dei metodi per costruire il consenso. Un paziente lavoro di tessitura che se allarga gli orizzonti potrà trovare in alcuni compagni di viaggio.

Se ci proverà allora supererà quella sensazione di distacco dalla città di cui la stesura del documento programmatico proposto rappresenta il tentativo di superarlo.