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L’On. Giovanni Di Caro: “Il registro regionale integrato dei tumori trova un posto in finanziaria”.

“Adesso bisogna immediatamente applicare la norma e renderlo fruibile alla collettività”

Ieri, durante la maratona notturna dell’Assemblea Regionale Siciliana è stato approvato un emendamento, che vede come primo firmatario il deputato del m5s Giovanni Di Caro, per l’implementazione del Registro Regionale Integrato e Georeferenziato dei Tumori e delle Patologie di interesse sanitario.

Il disegno di legge, già incardinato in commissione Sanità all’ARS prevede l’istituzione del registro regionale integrato dei tumori e delle patologie di interesse sanitario di particolare complessità: uno strumento valido per una raccolta sistematica di dati anagrafici, sanitari ed epidemiologici, che trova anche nel nostro territorio la sua auspicata definizione. In Sicilia finora il registro dei tumori ha seguito logiche “distrettuali” al punto tale da fornire esempi virtuosi in alcune province e aspetti assolutamente deficitari in altre. Le norme regionaliche hanno istituito tali registri hanno seguito la stessa logica. Questo ha creato sistemi informativi eterogenei e spesso isolati tra loro che non hanno centrato l’obiettivo principale di una risorsa informativa così importante: fornire un servizio integrato e omogeneo alla comunità scientifica e una base di dati accessibile e di facile lettura a tutti i cittadini.

La Regione Siciliana può finalmente dotarsi di un registro che permette di monitorare le cause, le conseguenze e i risultati terapeutici ottenuti. Questo archivio informatizzato consentirà, di fatto, di avviare percorsi conoscitivi, preventivi e di cura.

“Un progetto ambizioso che segna un passo verso la risoluzione di un problema – dichiara l’On. Giovanni Di Caro –  che da anni affligge non solo gli addetti ai lavori, ma l’intera collettività, quello di conoscere con esattezza il livello di patologie presenti sul territorio ed agire con maggiore determinazione sullo stesso.

L’esigenza di istituire dei registri regionali è fortemente sentita su tutto il territorio nazionale, in quanto i dati in essi raccolti costituiscono una grande risorsa, atteso che nessuna clinica italiana ha l’obbligo di archiviare i dati relativi alle diagnosi e cura dei tumori.

Le norme introdotte dal disegno di legge consentono anche un controllo della spesa sanitaria, in quanto attraverso le informazioni acquisite è possibile monitorare l’evoluzione delle patologie di rilevante interesse sanitario, concentrando e razionalizzando, dunque, tutti gli interventi che non possono che incidere positivamente sui costi dell’assistenza sanitaria regionale. L’istituzione dei registri di mortalità, di tumori ed altre patologie, pertanto, oltre ad essere utile per descrivere ad ampio raggio i fenomeni di rischio per la salute in tutte le sue varianti e variazioni territoriali, temporali, attinenti alle diverse fasce di età, rappresentano uno strumento indispensabile per l’organizzazione e la valutazione dell’efficacia degli interventi di prevenzione primaria in area o popolazione ad alto rischio, oltre che per indicare, in maniera dinamica, quali aree della prevenzione vanno rafforzate. Grazie all’istituzione dei registri delle patologie, infatti, sarà più agevole identificare tutti i fattori che comportano, o possono comportare, il sorgere di malattia, l’insorgenza delle stesse, soprattutto verificare se dette cause siano connesse all’inquinamento ambientale, dovuto, ad esempio, ad antenne, discariche, eccetera. Una volta acquisite tali informazioni, dunque, sarà più possibile intervenire in maniera sistemica nei Comuni e nelle Province ove maggiormente si riscontri l’insorgenza delle malattie.

“Se è vero che nostra regione ha un tasso inferiore alla media nazionale – continua l’On. Di Caro –  di cancerogenesi è anche vero che insistono picchi territoriali che incutono preoccupazione ai siciliani. L’approvazione di questo disegno di legge, perciò, consent anche nel nostro territorio, non solo di avere uno strumento parte integrante del sistema sanitario regionale, ma soprattutto di valutare i trattamenti più efficaci e progettare interventi di prevenzione e programmare le spese sanitarie, oltre che monitorare migliaia di persone e studiare le patologie – conclude l’On. Giovanni Di Caro – di cui risultino affette, così come verificare l’efficacia delle cure a cui esse sono sottoposte.