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Pina Virgone, la poesia che conquista cuore e memoria

C’è una voce discreta e intensa che da tempo abita la nostra comunità. È quella di Giuseppa “Pina” Virgone, poetessa e scrittrice, che con la sua naturale modestia ha trasformato le emozioni più intime in versi capaci di arrivare lontano. Il suo talento, da sempre coltivato in silenzio, ha trovato quest’anno riconoscimenti di straordinaria risonanza. Lo scorso giugno, infatti, le sue poesie sono state esposte alla Mostra Internazionale della Probiennale di Venezia, vetrina mondiale che raccoglie le più diverse forme d’arte. In quell’occasione la parola poetica di Pina ha dialogato con colori, sculture e immagini, conquistando l’attenzione di un pubblico internazionale. Ma il momento più emozionante è arrivato a luglio, quando la casa editrice Aletti le ha comunicato che si era classificata prima al Premio Internazionale Salvatore Quasimodo con la lirica ‘Per Teresa’. Una vittoria che assume un sapore particolare: Pina ebbe modo di incontrare Quasimodo a Messina, negli anni in cui lei stessa ricopriva il ruolo di presidente di commissione d’esami in un liceo. Come se il destino, in qualche modo, avesse voluto intrecciare di nuovo i loro percorsi, attraverso la poesia. Il riconoscimento non si è fermato lì. La poesia premiata è stata infatti pubblicata da Mondadori nella raccolta ‘Arte in Quarantena’, arricchita da una recensione del critico d’arte Vittorio Sgarbi, che ha sottolineato la profondità della lirica.

Ecco i versi che hanno conquistato la giuria:

Si piange nel silenzio dell’anima.
Tra sguardi d’amore
tu speri il trapasso terreno.
Silenzio assordante, squallore infinito.
Sola
sperando vedere
lo sguardo paterno del cielo.

Parole essenziali, quasi sussurrate, ma cariche di dolore e speranza. Una poesia che scava nell’anima e ci accompagna in quel territorio fragile in cui il silenzio si fa grido interiore.
La vittoria di Pina non è soltanto un traguardo personale, ma il segno di come la nostra comunità custodisca talenti capaci di parlare un linguaggio universale. Con i suoi versi, la poetessa ci ricorda che la bellezza non ha confini, e che anche dal silenzio più intimo può nascere una voce capace di arrivare lontano.