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Unità tra le forze di governo alle regionali. Comitati spontanei Giuseppe Conte leader

L’alleanza tra Conte, il MoVimento 5 Stelle, il P. D. e gli altri partiti della maggioranza non può che essere strategica: i partiti ed i movimenti che fanno parte dell’attuale governo non possono tirarsi indietro.

È una questione di vita o di morte per la colazione.

Chi non lo capisce o fa finta di non capirlo, la pagherà cara.

Il governo Conte e l’attuale maggioranza – se vogliono sopravvivere – si trovano di fronte ad un senso unico che, se non l’osserveranno, pagheranno una multa molto salata, ma, soprattutto, la faranno pagare ai cittadini.

Pur tra tante difficoltà e ritardi, il governo in carica ha raggiunto obiettivi “storici”, a partire dai 209 miliardi di euro della Unione Europea che aiuteranno il nostro Paese, la sua economia, i lavoratoti, i ceti più deboli e, più, in generale, l’economia italiana.

Il centro sinistra non può autocastrarsi.

ll centro sinistra ha oggi una missione storica: evitare che la destra di Salvini e Meloni vada al governo della nostra Patria: solo i folli possono fare una cosa del genere.

L’accordo tra i 5 Stelle ed il PD, ripeto, dev’essere strategico, pur nel rispetto delle diversità che ci sono e ci saranno, perché sono forze, tra di loro diverse, ma non contrapposte.

Del resto è normale che sia così: parliamo di due forze politiche, non di un’unica forza.

E allora, che fare? Da dove iniziare?

Mi sembra ovvio, bisogna partire dal prossimo appuntamento elettorale del 4 ottobre: nelle sei regioni e nei Comuni che rinnoveranno i propri organismi politico-istituzionali bisogna stare insieme, bisogna costruire alleanze vincenti e mandare la destra xenofoba all’opposizione.

Si può ancora fare, malgrado le difficoltà che conosciamo.

Il discorso vale per tutti, per il P. D. ed i 5 Stelle, ma vale anche per Italia Viva. Ci vuole qualcuno “terzo” che faccia da mediatore.

Chi? Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio che non è schierato con nessuno e non ha alcuna tessera di partito in tasca.

Conte è oggi l’uomo politico, il leader più apprezzato e conosciuto che ha saputo mettere assieme due governi, molto dissimili tra di loro e raggiungere negli ultimi tempi risultati “storici”.

Il Capo del governo per capacità, autorevolezza, sul piano interno e su quello internazionale, può dare una sterzata per evitare di finire sul tappeto nel ring della politica.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri deve prendere l’iniziativa, deve mettere assieme i dirigenti della coalizione, deve far capire loro che l’Italia è in pericolo, che va evitato il ritorno al governo del Paese della destra e, perché ciò non accada, bisogna raggiungere un compromesso onorevole per tutti.

Io ho molta fiducia nei suoi riguardi, ma c’è l’ha anche la stragrande maggioranza dei Cittadini italiani.

Ma Conte non può essere lasciato solo, bisogna incoraggiarlo, sostenerlo, fargli sentire il nostro fiato sul collo, condividere le sue scelte, la sua diplomazia, la su capacità di governo, aiutarlo, perché no, con iniziative che vengono dalla base.

Io credo, ad esempio, che su tutto” il territorio nazionale si costituiscano comitati spontanei a sostegno della sua azione di governo.

Conte deve sapere che può contare su una solida base organizzativa se e quando deciderà di fare il proprio partito o movimento che sia.

Io non esito a proporre la creazione, in ogni Comune italiano, di un “ COMITATO SPONTANEO GIUSEPPE CONTE LEADER”.