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A Favara con le elezioni comunali la città ha un’alternativa che non ha alternative

Nella prossima tornata elettorale per l’elezione del Sindaco e il rinnovo del Consiglio Comunale a Favara c’è una alternativa che non ha alternative: Uscire dalla declinazione dei malanni della città e rappresentare le modalità di intervento su un servizio piuttosto che un’altro e se lo stesso avrà dei costi e quali, ovvero, comporti un migliore  utilizzo delle competenze e dei beni strumentali per esso necessari.

Il lettore si chiederà tutto qui? Risposta : ce ne fossero di queste idee .L’alternativa che non ha alternative è un patto con la città senza il quale continueremo nella declinazione dei temi e dei servizi di cui non disponiamo che nemmeno Fiorello LaGuardia se tornasse il vita potrebbe evitare realizzazioni che pur utili,risultino episodiche e non integrate nella visione d’insieme da risultare insoddisfacenti.

Che I candidati a sindaco e/o al C.C. si affrondino nella difesa del loro operato come in quella di accusa di inadeguatezza ci sta e Dio benedica il dibattito civile e democratico,ma sarà arrivato il tempo di dire al corpo elettorale quale visione della città divide I contendenti? Se facessimo I conti della serva (non me ne vogliano quelli del politicamente corretto è un modo di dire) realizzeremmo che non ci sono soldi e quelli ipotizzabili arriverebbero dai bandi UE ecc… per cui un’opera inserita in una visione programmatica e in un Sistema di alleanze tra enti pubblici o private associazioni ecc… eviterebbe di fare la fine degli impianti sportivi che stanno li a gurdarci litigare come I polli di Renzo tanto per dirne una mentre il paese invecchia e si desertifica in ampie zone della città un tempo fiorente.

Quindi quali sono le cose che dividono? Quali temi uniscono al netto dei personalismi e delle velleità?

Concentrarsi su questo sarebbe tornare alla politica e la politica non ha alternative che non siano un paternalismo che tratta I cittadini come minori e divide la società favarese senza dirlo tra chi resiste e chi viene escluso.

Da qui nasce l’inderogabilità del patto con la città perchè qualcosa delle vecchie abitudini dobbiamo pur sacrificare se vogliamo far vivere questo paese. Non sopravvivere.

Da settimane si leggono di annunci su alleanze elettorali, atti di generosi riconoscimenti al Sindaco e altri di promettenti dichiarazioni di candidati alternativi  da cui aspettiano di sapere se lo saranno per l’uomo Sindaco pro tempore, ovvero nelle priorità e nella visione in una città in cui serve tutto ma non puo averlo tutto in una volta.

E’ certo l’elezione del Sindaco e del C:C. è la sede di un bilancio dell’amministrazione della città dei punti di partenza e dei risultati ottenuti è anche l’occasione per spiegare come avrebbero voluto che si facesse nei casi controversi delle realizzazioni. Un occasione per parlare di contenuti e non solo delle persone che le hanno messe in campo. Una uscita dal provincialismo che si apre in una società che cambia anche se invecchia da noi dove I giovani sono già andati altrove a cercare fortuna.

Perchè la la città rinunci alla rassegnazione, contrasti il costume del fai da te per vivere un percorso collettivo in cui ciascuno trovi  il proprio bisogno individuale nel conseguimento della meta collettiva serve di sapere qual’è il progetto.

Se basterà sarà il tempo a stabilirlo quello che è certo si trova sotto gli occhi di tutti un costume civile e politico che ci fa arretrare. Il Sindaco uscente, I suoi oppositori e le associazioni I movimenti hanno la loro occasione per riconoscere il vero cambiamento dimostrino di saperlo guidare nella fatica di ascoltare la faticosa attività di inclusione.