Favara Politica Primo piano

A Favara servono convergenze parallele

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I commentatori della cronaca politica locale hanno sollecitato, nei giorni scorsi ,sulla stampa l’unione dei favaresi per risollevare la città. Come declinare questo corale impegno non è pero’di facile attuazione. C’è un modo per riallacciare le fila tra I soggetti della politica locale e la platea di cittadini contribuenti su cui grava l’onere di rimpinguare le anemiche casse comunali investiti dal ciclone dissesto finanziario, pietra miliare del piu’ ambizioso obiettivo di cambiare la città da parte di apprendisti stregoni che hanno scatenato spiriti che non hanno Saputo gestire? Di certo c’è che in assenza di interventi finanziari da parte dei Governo, regionale o nazionale che sia, il risanamento graverà sui contribuenti favaresi. Ogni giorno si assiste all’assalto di qualche Cittadino all’assessore preposto e giu’ il resoconto dei costi, del il gettito tributario insoddisfaciente, delle ditte, dei lavoratori che vogliono essere pagati ( che pretesa!) la pandemia ecc…un copione sempre uguale a se stesso.

Qualunque azione tesa a asciugare il bacino evasione dovrà passare dalla cruna dell’AGO di una efficiente macchina amministrativa, con risorse umane e strumentali che nella migliore delle ipotesi, occorrerà di tempo tanto quanto basta a stancare l’elettorato che avrà espresso la nuova Amministrazione Comunale facendo ritrarre l’entusiasmo e la partecipazione invece necessaria a tale impresa. Il tema merita l’attenzione di una cittadinanza che dovrebbe esigere dalla deputazione regionale e/o nazionale l’impegno a battersi in Parlamento per l’emanazione di provvedimenti che risanino le città in dissesto finanziario fenomeno alquanto diffuso in vista delle prossime elezioni amministrative. Occorrerebbe prima che la febbre elettorale assorba e distragga dalle mete collettive, per ridursi ad una lotta tra gruppi per la prevalenza sugli altri a prescindere, una mobilitazione dai social, alla stampa,, ai movimenti e associazioni per alzare il livello del dibattito, individuare percorsi per conseguire l’obiettivo. Una convergenza di tutti gli attori della scena politica per affrontare la difficile rimonta dal dissesto che ostacolerebbe, con ritardi, lacrime e sangue, chiunque avrà la ventura di governare nei prossimi 5 anni. Obiettivo che non dovrebbe essere ignorato dall’attuale Sindaca espressione comunque del partito di maggioranza relativa, come non potrebbe escludere il troncone 5 stelle che fa capo al deputato regionale pure capogruppo all’ARS.

A nessuno viene richiesto l’abiura identitaria e neppure un’alleanza che alcuni ritengono innaturale. Si tratterebbe di convenire che le storture, le inefficienze e talora il degrado della conduzione amministrativa, pregiudica e ipoteca qualsiasi ipotesi di rilancio se non sostenuta dal contributo regionale e nazionale. Una zavorra fatta di morosità per l’impoverimento del ceto medio, di sacce di evasione che non spariscono con lo slogan elettorale efficace, ma col duro e ingrato lavoro di una organizzazione efficiente cui serve tempo per essere funzionante. Diversi con obiettivo convergente e poi ciascuno in campagna elettorale alla ricerca del suo elettorato avendo ridotto la distanza che oggi separa la politica dai favaresi. Questa convergenza può’ diventare una delle forme prodromiche alla partecipazione per rendere l’interesse generale la soddisfazione dei bisogni dei singoli. “ questo paese non si salverà…..……..se ….non nascerà un nuovo senso del dovere” A. Moro.