Il giovane è stato soccorso e successivamente trasportato in ospedale. Il SAPPE: «Un gesto che rende onore all’intero Corpo»
Salvare una vita umana da morte certa è qualcosa di straordinario, di nobile e d’impatto che un uomo possa compiere.
Quando il salvataggio avviene all’interno di un penitenziario, fra le mura di una cella mentre è notte fonda, e la vita umana salvata è quella di un detenuto e il suo salvatore un poliziotto penitenziario siamo di fronte a un gesto straordinariamente EROICO .
Sottolineiamo la straordinarietà del salvataggio perché il poliziotto penitenziario intervenuto era chiamato a vigilare, da solo, contemporaneamente due reparti , in due piani differenti quindi quattro sezioni per un totale di oltre 180 detenuti.
E’ il caso questo di un Agente della Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere Petrusa di Agrigento che questa notte è riuscito a salvare , con il contributo di un altro poliziotto intervenuto successivamente, da morte certa un giovanissimo detenuto di origine siciliane.
Sono stati attimi concitati e di forte impatto emozionale per l’Agente.
Il poliziotto senza esitare un istante ha fatto accesso all’interno della camera detentiva sollevando di peso il giovane detenuto appeso alle sbarre,
Questa azione ha evitato che lo strettissimo cappio soffocasse irrimediabilmente la giovane vita umana,
riuscendo subito dopo l’arrivo dell’altro poliziotto ha liberare definitivamente dalla corda rudimentale il detenuto dal cappio legato al collo.
L’azione non si è conclusa qui.
Il polizotto ha dovuto praticare un massaggio cardiaco sino all’arrivo dei sanitari lasciando loro il compito di terminare le fasi della rianimazione per poi essere trasportato presso il nosocomio cittadino.
Ancora una volta i Poliziotti penitenziari dimostrano, ben oltre i loro compiti istituzionali, una professionalità, una preparazione e un senso di umanità straordinari.
Con l’occasione si vuole evidenziare ancora una volta la capacità degli agenti di affrontare una situazione critica con rapidità e lucidità.
I nostri colleghi, infatti, hanno affrontato una situazione drammatica con lucidità e sangue freddo, riuscendo a strappare un giovane alla morte.
A loro va il più sincero ringraziamento del Sappe e il riconoscimento per un intervento che rende onore all’interno Corpo di Polizia Penitenziaria.