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AZIONE DI CARLO CALENDA: CHE IL CONSORZIO INTERVENGA IL PRIMA POSSIBILE IN MERITO AI RITARDI NELLA DISTRIBUZIONE IDRICA AD USO IRRIGUO

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Il Segretario Provinciale di Azione, Antonino Ferraro, interviene con una nota sui ritardi della distribuzione idrica“Ci uniamo convintamente alla recente richiesta della Confederazione italiana degli agricoltori e di Confagricoltura in merito alla denuncia sui ritardi nell’irrigazione. Da persona che lavora in questo settore così come tanti altri, in particolare in una città e in una Provincia con un’economia prettamente agricola, non posso che ritenere simili ritardi poco rispettosi nei confronti di chi fa questo mestiere a tempo pieno e con la necessità di arrivare pronto alla stagione commerciale.

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Queste le parole del
Segretario Provinciale Ferraro, che continua –  “Le temperature calde degli ultimi anni hanno prodotto contesti di grave siccità, penalizzando conseguentemente i nostri raccolti. A questa importante criticità si aggiungeil fatto che gli agricoltori non abbiano ancora ricevutonotizie per l’avvio della campagna irrigua 2022 e,soprattutto, come anche affermato dalle Confederazioni riberesi, non si sa quando e a che prezzo i produttori potranno irrigare i campi. E dice bene il Dott. Giovanni Caruana (della Cia) quando afferma che il Comprensorio risulta bloccato con l’impossibilità di dare il via agli ortaggi, di impiantare nuovi agrumeti, e soprattutto di irrigare i frutteti precoci (quali albicocche e pesche). In più, l’aumento del prezzo dei concimi e del carburante a carico di chi deve vendere e comprare non è stato di certo un aiuto.

Alle parole del Segretario Provinciale si unisce anche il riberese Calogero Spallino, oggi responsabile regionale all’organizzazione in Sicilia Ritardo poco comprensibile considerata la stagione invernale ricca di piogge con quasi 90 milioni di metri cubi di acqua nelle dighe siciliane di cui 20 milioni di metri cubi di acqua solo nella Diga Castello (dati al 19 aprile 2022). Se poi consideriamo che a causa del numero ridotto di dighe rispetto a quelle che servirebbero al territorio e a causa di una non sempre usuale manutenzione, è capitato di doverne svuotare una parte per sicurezza dell’invaso sul Fiume Magazzolo, risulta una problematica ancor più difficile da giustificare”. 

Queste le parole del responsabile regionale Spallino, che concludeMolti sono gli agricoltori con i quali si è avito modo di interloquire. Non piove da oltre due mesi con una materia prima che comunque c’è ma che non può essere utilizzata. Non muoversi subito potrebbe causare danni ai nostri prodotti e ai nostri imprenditori agricoli”.