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Comune di Favara. Decreto ingiuntivo blocca i conti correnti. Ritardi sui pagamenti degli stipendi

pegasopegasopizzeria reginald

Da alcuni giorni il Comune di Favara sta conducendo una vera e propria “battaglia” per sbloccare i propri conti e dare le giuste risposte ai lavoratori del proprio ente e di tutte le ditte che forniscono servizi pubblici.

COOPERATIVA SANTANNA

Accade infatti che, in modo arbitrario, in seguito ad pignoramento derivante da un decreto ingiuntivo connesso al mancato pagamento delle fatture ad una cooperativa per servizi prestati negli anni pregressi, la Tesoreria comunale e Poste Italiane abbiano completamente congelato le casse dell’Ente, rendendo impossibile oggi, nonostante vi siano le disponibilità economiche e fossero stati già predisposti tutti gli atti, il pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali, delle fatture alle cooperative sociali e delle fatture alle aziende che si occupano del servizio di raccolta dei rifiuti.

Il Comune, denunciando l’illegittimità del comportamento serbato da parte dei soggetti privati, è pronto a ricorrere alle vie legali per ripristinare la situazione che, al momento, nonostante quanto fatto per garantire il pagamento di stipendi e fatture, mortifica una collettività e penalizza centinaia di lavoratori e lavoratrici.

“Siamo dinnanzi ad una situazione paradossale – dice la Giunta in una nota -. La tesoreria comunale e Poste italiane hanno infatti confermato di aver posto un vincolo su somme che non potevano essere pignorate, ma nonostante questo hanno confermato che manterranno l’impossibilità per l’Ente di accedere a risorse che servono per pagare gli stipendi dei dipendenti comunali e le fatture alle aziende di igiene ambientale. Non resteremo in silenzio rispetto ad una vicenda che appare grave e inaudita – commentano dalla Giunta -. Oltre ad un tema di correttezza delle procedure, si pone infatti una questione politica: non è possibile che si gettino nello sconforto centinaia di onesti cittadini che attendono il pagamento dei propri stipendi, rischiando di esasperare gli animi in una situazione sociale che è sempre più critica”.