Dal 2018 al 2025 la nostra presenza a Sanremo è stata un appuntamento fisso. Ogni anno la testata giornalistica Favaraweb è stata lì per rappresentare Favara nella settimana più seguita della musica italiana grazie al direttore Stefano Vinciguerra. Ogni anno, con il suo tesserino al collo a portare il nome della città oltre i confini locali, tra interviste, dirette e incontri. Un lavoro che ha sempre svolto con grande orgoglio. Ma quest’anno, le cose sono diverse.
«Quest’anno, il mio cuore mi ha guidato in un’altra direzione – racconta Stefano Vinciguerra – niente Ariston, niente Palafiori, niente riflettori. C’è una storia che aspetta di essere raccontata, una storia che appartiene a Favara e alla sua memoria più profonda: quella di Gaetano Guarino, assassinato solo 65 giorni dopo essere diventato sindaco. Proprio durante i giorni del Festival, io rimango in studio, immerso nella post-produzione di “Tradimento e Potere”. Colori, montaggio, audio e dettagli da rivedere fino a notte fonda. Come avrei potuto fermarmi, sapendo che questo film deve essere pronto entro maggio? È un lavoro intenso, condiviso con un team affiatato e con attori che hanno messo anima e corpo, affrontando ogni scena con rispetto e verità. Rinunciare a Sanremo non è stato affatto facile. Ma raccontare Guarino oggi significa fare memoria, restituire dignità a una storia che ha segnato la città. Per Favara, questa volta, il palco più importante non è quello dell’Ariston, ma quello della coscienza.»
Editoriale. Stefano Vinciguerra sceglie Favara: “niente Sanremo, ma il film su Gaetano Guarino”






