CRONACA Politica Politica Primo piano Provincia

Emergenza idrica ad Agrigento. Sanfratello: “Riduzione a 50 l/s, la Regione non può restare in silenzio”

La tensione sull’emergenza idrica in provincia di Agrigento torna ad aumentare, e questa volta il campanello d’allarme arriva direttamente dal consigliere comunale Carmelo Sanfratello. Il rappresentante favares e denuncia con fermezza l’ultima, gravissima minaccia di Siciliacque: una riduzione dell’erogazione fino a 50 litri al secondo, pari al 75% del flusso attuale. Un taglio che — avverte Sanfratello — porterebbe al collasso Favara e l’intero territorio provinciale, già provati da mesi di turnazioni estreme e servizi idrici al limite della sopravvivenza. Di fronte a uno scenario che rischia di trasformarsi in una vera bomba sociale, il silenzio della Regione viene definito “inaccettabile”. Favara, conclude il consigliere, non può e non deve rischiare di rimanere a secco.
Di seguito il comunicato allegato integralmente: “Favara non deve rischiare di rimanere a secco di acqua! La provincia di Agrigento, e in particolare la città di Favara, hanno già pagato nella stagione un prezzo altissimo all’emergenza idrica. Turnazioni insostenibili, disagi quotidiani, interi quartieri lasciati senza un servizio essenziale: questa è la realtà che i nostri cittadini hanno vissuto nei mesi estivi. Oggi Siciliacque arriva a minacciare una riduzione dell’erogazione dell’acqua fino a 50 litri al secondo in tutta la provincia di Agrigento, con una riduzione del 75%, una misura che farebbe collassare Favara e l’intera provincia. È inaccettabile il silenzio della Regione di fronte a una crisi che rischia di esplodere come una vera bomba sociale. Favara non può più essere il territorio sacrificato per le inefficienze altrui. Non siamo più disposti a subire. La misura è colma. Inoltre stati tra i pochi comuni agrigentini ad adempiere alla quota Aica di circa 800 mila euro. La proposta concreta che avanzo è chiara: la Regione istituisca immediatamente un tavolo tecnico-politico permanente, con Siciliacque, Aica, Ati, sindaci e deputazione regionale e nazionale, finalizzato a definire un piano straordinario di rientro del debito, sostenuto da un fondo di garanzia regionale che consenta di evitare qualsiasi riduzione dell’erogazione idrica e che protegga, nell’immediato, i territori più fragili come Favara. Parallelamente, si avvii un controllo rigoroso sulle perdite di rete e sulla morosità reale, per individuare sprechi, irregolarità e responsabilità che da anni gravano su tutta la provincia. Lanciamo un appello alla deputazione locale, regionale e nazionale: è il momento di assumersi le proprie responsabilità. Chiediamo che tutti i rappresentanti del territorio, senza distinzione politica, sostengano un intervento urgente e non negoziabile. Favara non accetterà più di essere trattata come una comunità di serie B. Pretendiamo risposte, pretendiamo atti, e li pretendiamo adesso: l’acqua non è un favore, è un diritto”.