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Favara. Arrivano nelle casse del Comune 130 mila euro dal “Decreto Crescita”. Serviranno per realizzare il tetto alla scuola “Manzoni”

Boccata di ossigeno per le casse del Comune dove sono confluiti i 130 mila euro del “Decreto Crescita”, provvedimento con cui si sono assegnati contributi a favore dei Comuni italiani per la realizzazione di progetti destinati a opere di efficientemente energetico, quali interventi di illuminazione pubblica, di risparmio energetico degli edifici pubblici, di installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e di sviluppo territoriale sostenibile, quali interventi per la mobilità sostenibile, l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole ed edifici pubblici, l’abbattimento delle barriere architettoniche con l’obbligo per ciascun ente beneficiario di avviare i progetti entro il 31 ottobre 2019, pena la decadenza del contributo stesso. “Noi abbiamo indirizzato queste somme – dice il sindaco Anna Alba – al recupero del plesso “Manzoni” di via Udine chiuso nell’estate del 2017 dopo che si registrò la caduta di calcinacci da un soffitto”.

E per non perdere il finanziamento c’è stata una corsa contro il tempo da parte dell’ufficio tecnico visto che la consegna dei lavori sarebbe dovuta avvenire entro il 31 ottobre scorso. “Data che abbiamo rispettato – dice il capo dell’Utc, l’ing. Alberto Avenia – individuando l’impresa, l’“AS Costruzioni” che ha offerto un ribasso di poco superiore all’8 per cento, attraverso l’espeltamento di una gara d’appalto”.
Il plesso “Manzoni” fino al 2017 ha ospitato 8 classi tra scuola dell’infanzia e primaria e, a seguito dello sgombero, gli alunni sono stati trasferiti nell’immobile di via Beneficenza Mendola appartenuto al Boccone del Povero e oggi di proprietà del Comune che, pertanto, non è tenuto a pagare canoni di affitto. In questi due anni e mezzo, per la verità, diversi lavori sono stati eseguiti senza riuscire, però, a restituire la scuola alla dirigente dell’istituto comprensivo “V. Brancati”, Melinda Broccia. Le iniziali somme impegnate dal Comune, infatti, si sono rivelate insufficienti a mettere in sicurezza tutti i soffitti e i solai. Con la somma proveniente dalla norma Fraccaro si eliminerà il terrazzo, da cui negli anni si sono registrate infiltrazioni di acqua piovana accentuando i disagi per il corpo insegnante e gli stessi alunni. Al suo posto verrà realizzata una copertura con tegole. Il progetto è stato predisposto dai geometri dell’Utc Giuseppe Sanfilippo, Giuseppe Priolo e Maurizio Bottone. “In questi anni non siamo rimasti con le mani in mano – tiene a precisare il primo cittadino – non essendo mancato il nostro impegno per restituire la scuola agli alunni. Problemi di natura finanziaria hanno allungato i tempi, ma adesso, sbloccati i fondi, oltre a mettere in sicurezza tutti i soffitti del plesso, saremo in grado anche di realizzare la copertura eliminando i problemi scaturenti dalle infiltrazioni di acqua piovana dal terrazzo”.