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Favara. Disertata l’assemblea cittadina della sindaca Anna Alba. L’analisi delle motivazioni da un punto di vista sociologico

 

 

 

Si è tenuta ieri pomeriggio, giovedì 22 agosto alle ore 18.30 circa presso Piazza Cavour di Favara, l’assemblea cittadina convocata dalla sindaca Anna Alba e dai suoi assessori. In pochi, anzi in pochissimi hanno risposto alla chiamata della prima cittadina. E vi diciamo a gran voce che hanno sbagliato a restare a casa. Un altro articolo vi racconterà ciò che è successo, ma qui mi preme in particolare provare a fare una disamina, della disertata presenza, da un punto di vista sociologico. Viviamo in una società che il sociologo Zygmunt Bauman definisce “fluida”. Siamo bombardati quotidianamente da un’informazione sempre più veloce e frenetica, peggiorata dall’avvento dei social network. E la politica ne è un chiaro esempio. Perchè, se ormai è naturale che la politica la si fa su Facebook, è ancora più vero che al raduno di confronto, ad un’assemblea cittadina aperta appunto, tutti- dai politici agli abitanti scontenti- hanno preferito non partecipare. Quali sono le motivazioni? Forse lo scollamento tra i cittadini e gli amministratori. Forse il disamore nei confronti della politica. Forse perchè è più semplice alimentare discussioni sui social- da Facebook ai gruppi di Whatsapp- piuttosto che dialogare, in un confronto sereno e sinergico, tra due o più parti. Forse, o soprattutto, perchè non siamo più abituati a metterci nella posizione di ascolto. O forse non lo siamo mai stati. La linguistica testuale, una branca della disciplina della Linguistica Generale, afferma che la nostra attenzione nei confronti dell’altrui opinione dura solo 5 minuti. Poi cala. Ebbene, in una società fluida e confusa come quella di oggi, dove i politici- in una piramide verticale- ci mandano segnali contraddittori, diventa impossibile capire a quale coerenza legarsi. Oggi più di ieri, questa tendenza in negativo è ancora più manifesta perchè l’agorà del dibattito si è spostato sui social. Esclusi coloro che lavoravano, è probabile che, mentre la sindaca Anna Alba insieme agli assessori Bennica, Caramazza e Maggiore parlavano sulle cose fatte e su quelle ancora da fare, cercando di rispondere alle domande dei pochi presenti, tutti gli altri erano collegati su Facebook a vedere la diretta dell’assemblea. Ed allora ecco che si chiude il circolo totalmente vizioso. Con l’uso spropositato di Facebook sapete cosa è successo? Abbiamo ucciso la CURIOSITA’. Abbiamo massacrato a colpi di post, commenti  e dirette su Facebook, la voglia di esserci in prima persona. Di utilizzare il nostro senso critico nell’analizzare le risposte- in questo caso specifico- dei nostri amministratori in carica. Abbiamo perso il sale della democrazia. Abbiamo DELEGATO a Facebook il nostro diritto di scelta. Il nostro DOVERE di esserci HIC et NUNC. Qui ed Ora. Perchè ieri in pochi- erano presenti circa una trentina di persone- hanno partecipato all’assemblea cittadina- importantissima- indetta per la prima volta dalla sindaca di Favara? Perchè nella vita vera e non quella virtuale della piattaforma social, non possiamo rispondere creando un profilo falso. Non possiamo aggredire verbalmente- così come capita ai vari haters, coloro che creano l’odio mediatico- una persona, sia questa amministratore o semplice cittadino. In un confronto diretto, face to face, non possiamo “bloccare” o rimuovere dalla lista di “amici” di Facebook coloro che non la pensano come noi. Vi dico la verità cari lettori, questa realtà mi fa a volte paura.. e noto con dispiacere che è finita l’epoca dell’empirismo- dove tutto si verifica attraverso il senso critico- ed è in corso l’era dei Social dove tutto si può inventare, anche senza rispetto. In pochi eravamo presenti all’assemblea cittadina..e si è persa la possibilità di avere, dopo tre anni di amministrazione Alba- le tante risposte presenti nei vostri post su Facebook.