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Favara. Ieri pomeriggio si è ricordato lo scrittore Antonio Russello nell’anniversario della nascita. La lettera del figlio Alessandro

 

 

 

Un incontro ieri pomeriggio, lunedì 19 agosto in Piazza Cavour per l’anniversario della nascita dello scrittore di Favara Antonio Russello. L’incontro, voluto dal presidente del Centro Studi Antonio Russello prof. Gaspare Agnello, è stata anche l’occasione per ricordare la grande importanza dello scrittore Russello, e la volontà di poter far conoscere la caratura di scrittore di un autore che, in maniera dura e cruda, racconta la Sicilia. La sua Favara. per l’occasione, il figlio Alessandro ha inviato una lettera inviata al papà Antonio, che vi alleghiamo integralmente.

“Caro papà, ti scrivo dal luogo in cui vivi. Etereo e reale. Dove vivi ancora. Dove continuano a vivere le tue parole, i tuoi romanzi, la tua Favara, la tua gente. Che guardi ogni giorno dalla sua bella piazza, dal bar in cui scrivevi, con la sigaretta sempre accesa, la tua matita, la tua gomma, il fuoco che diventava letteratura. Sotto i palazzi le cui scale salivi e dove mi portavi e che io porto sempre dentro. Come in un libro che non finisce mai.
La tua Favara ancestrale della Luna che si mangia i morti, dei Siciliani prepotenti nella loro umanità e nei loro contrasti, della Grande sete di acqua-giustizia-amore. Amore , sangue, luce. Tanta luce.
Ti penso ogni giorno, ti accompagno come ti accompagnavo quando a Castelfranco mi portavi con te a vedere il treno ed eravamo seduti su una panchina della stazione. E sembrava che su quel treno ci volessi sempre salire per tornare in Sicilia; oppure da quel treno vedere scendere Lina, Anna, Rosetta, Giovanni, Melina, Giuggiu, Angelino, Teresa. Stavamo anche ore. Che mi sembravano minuti. Tempo spirituale, fatto di carne e respiri, della tua mano che mi stringeva e di cui ricordo in ogni vena come se le vene fossero strade. Anche perché le tue mani sino identiche alle mie. Con i loro percorsi che andavano dalla terra alla luna. La Luna di Favara, distante centinaia di scalini che salivano e salgono dalla piazza, e la Luna del Mare della Tranquillità, dove in un tuo racconto mi avevi fatto arrivare spiandomi le sere in cui ai piedi del letto dicevo le preghiere per te, la mamma e Roberto. Avevo otto anni.
Oggi compi gli anni, papà. E nella tua piazza ci sono tutti gli Amici di Antonio Russello che ogni giorno e ogni ora ti tengono in vita con la cura e l’affetto di Gaspare, Antonio, Carmelo, Sara e di tutti i favaresi che di questo luogo senza tempo hanno fatto un veicolo di cultura distillando il loro amore per te. Come ti tiene in vita l’Itinerario degli scrittori voluto da Felice, luogo e luoghi dove c’è un pezzo di risarcimento, anche postumo, che meritavi. È il destino di molti Scrittori. Non fai eccezione. Ma so che ti basta. E nel quale, dalla piazza in cui ci guardi
Tu e Favara. Mi piace pensarti così. A casa tua”.