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Favara. In Piazza Cavour il 25 aprile tra testimonianze, giovani e istituzioni

Casa Cacioppo

In Piazza Cavour, ieri mattina, Favara ha celebrato il 25 aprile con l’iniziativa “Favara ripudia la guerra”. L’evento, promosso dalla sezione locale dell’ANPI insieme al Comune, alla Fondazione culturale Calogero Marrone e all’ARCI, ha riunito istituzioni, associazioni e cittadini. Una partecipazione ampia per ribadire, nel giorno della Liberazione, i valori della pace, della libertà e della memoria. A moderare l’incontro è stato Giuseppe Moscato. In apertura i saluti istituzionali della presidente del Consiglio comunale, Miriam Mignemi, che ha richiamato il significato del 25 aprile come fondamento della democrazia e della partecipazione civile. Sono seguiti gli interventi di Carmelo Castronovo, presidente ANPI Favara, Giorgia Caramanno per LiberArci, Rosario Manganella della Fondazione Calogero Marrone e dello storico Pasquale Cucchiara, che hanno offerto spunti di riflessione sulla Resistenza e sull’attualità del rifiuto della guerra.

A chiudere la parte degli interventi istituzionali è stato il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, che ha affrontato il tema dei conflitti con toni decisi, puntando l’attenzione sulle responsabilità e sulle conseguenze delle guerre. Tra gli interventi anche quello di Elia Tortorici, rappresentante dell’Unione degli Studenti, che ha evidenziato il ruolo delle nuove generazioni nella difesa dei diritti e della libertà. Presente anche Danilo Tabone (AVS-SI), che ha sottolineato la necessità di mantenere alta l’attenzione sui valori costituzionali e sulla pace. Particolarmente significativa la testimonianza di Calogero Zarcone, grande invalido di guerra, che ha condiviso la propria esperienza diretta, ricordando il peso umano dei conflitti. L’iniziativa è stata arricchita da momenti artistici con Gabriella Bruccoleri che ha proposto la lettura di un testo di Antonio Gramsci, Salvatore Mossuto ha recitato una poesia in dialetto, mentre Giuseppe Calabrese ha curato l’intervento musicale. La mattinata ha registrato una buona partecipazione di pubblico, confermando l’interesse della comunità per iniziative legate alla memoria e all’impegno civile. Un messaggio chiaro è emerso dagli interventi: la guerra non rappresenta una soluzione.