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Favara. Plesso scuola “A. Manzoni”. Arrivano 130 mila euro

Plesso scuola “A. Manzoni”. Arrivano 130 mila euro che serviranno per metterlo in sicurezza e per realizzare il tetto eliminando il terrazzo, causa principale delle infiltrazioni d’acqua piovana.

Chiuso dal luglio di due anni fa a causa della caduta di calcinacci dal soffitto di un bagno, il plesso “A. Manzoni” continua ad essere interdetto alle scolaresche nonostante i lavori che nel frattempo sono stati eseguiti. Le somme impegnate dal Comune, infatti, non sono state sufficienti a mettere in sicurezza tutti i soffitti e i solai. E in questi anni non sono mancate le proteste a partire dal dirigente scolastico Carmelina Broccia per finire ad alcuni consiglieri comunali. Addirittura il gruppo misto formato da Marilì Chiapparo, Rossana Castronovo, Vito Maglio, Sergio Caramazza e Giuseppe Nobile ha anche presentato una mozione consiliare al fine di impegnare il sindaco e la giunta municipale a predisporre tutti gli adempimenti necessari per il definitivo completamento dell’intervento manutentivo in modo da consegnare la scuola agli alunni e al corpo docente prima dell’inizio del nuovo anno.
“E l’intervento si farà – assicura il sindaco Anna Alba – grazie ai 130 mila euro che saranno trasferiti al Comune di Favara grazie al decreto ‘Crescita’ del governo centrale che ha stanziato 500 milioni di euro a favore dei comuni italiani per avviare opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e di sviluppo sostenibile sul territorio”. I fondi sono stati distribuiti alle amministrazioni comunali sulla base della consistenza della loro popolazione.
“La condizione – aggiunge il capo dell’Utc, l’ingegnere Alberto Avenia – è che i lavori comincino entro il prossimo 31 ottobre”.
Tale somma, che è superiore a quella prevista per completare i lavori al plesso “Manzoni” che ospita otto classi tra scuola dell’infanzia e primaria, sarà impegnata anche per eliminare il terrazzo, da cui negli anni si sono registrate infiltrazioni di acqua piovana accentuando i disagi per il corpo insegnante e gli stessi alunni, realizzando una idonea copertura con tegole. “Il progetto è già pronto – spiega l’ing. Avenia – ed è stato predisposto dai geometri del nostro ufficio Giuseppe Sanfilippo, Giuseppe Priolo e Maurizio Bottone”. A questo punto si dà per scontato che il plesso di via Udine non sarà disponibile nemmeno per il prossimo anno scolastico, e sarebbe il terzo, con gli alunni che ancora una volta saranno ospitati presso i locali che erano appartenuti all’Opera Pia “Antonio Mendola” gestita dalla suore del Boccone del Povero (da un paio di anni trasferite a Palermo), locali oggi tornati nella disponibilità del Comune e, per la verità, non distanti dal plesso “Manzoni”.