La vicenda giudiziaria che ha coinvolto il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, si chiude con una decisione che segna un passaggio importante, umano e politico. Con un post pubblico, il primo cittadino ha voluto raccontare in prima persona l’esito del procedimento legato ai controlli nei locali di San Francesco, ripercorrendo mesi difficili, le responsabilità assunte e le conseguenze personali affrontate. Un messaggio diretto alla città, tra amarezza e determinazione, in cui rivendica le scelte fatte, ringrazia chi gli è stato accanto e ribadisce la volontà di continuare il proprio impegno amministrativo senza arretrare.
Di seguito il post integralmente allegato: “Si è concluso con un non doversi procedere per estinzione del reato il processo penale a mio carico che è seguito ai controlli effettuati da Asp e Forze dell’ordine sui locali di San Francesco. Sono stato, e forse rimarrò, il primo sindaco in Italia ad essere denunciato e mandato a processo per vicende connesse alle condizioni di scarsa sicurezza del patrimonio pubblico, anche se queste derivavano da inadempienze risalenti nei decenni. Mi sono assunto io, sulle mie spalle, tutte le responsabilità. Ho subito, certamente, anche gli effetti dei miei “no”, che hanno trasformato una situazione critica in uno strumento per provare a demolirmi umanamente e politicamente. Ho sostenuto la messa in prova, e l’ho fatto con orgoglio, in una realtà che da sempre sento vicina quale Casa Betania di Suor Caterina.
Ve lo confesso, è una vicenda che mi ha molto fatto soffrire, ma dalla quale ci siamo rialzati più forti, consegnando alla città i locali del Boccone del Povero che, man mano, diventeranno uffici moderni e a misura di cittadino. Grazie a chi mi è stato accanto, innanzitutto la mia famiglia. Grazie a mia moglie e alle mie figlie, che in questi anni hanno sofferto con me e che mi hanno dato la forza per andare avanti. Grazie ai miei assessori, ai consiglieri comunali che mi hanno sempre manifestato vicinanza. Grazie al mio avvocato, Graziella Vella. Questa vicenda, comunque, non è ancora terminata. Attendo che mi sia comminata la multa per le violazioni amministrative, di cui sarò io a dovermi fare carico. Anche in questo caso, è uno dei pochissimi casi in cui è un sindaco a dover pagare. Continuiamo, senza timori e a testa alta”.






