Lavoro Sicilia

Formazione: I fatti hanno la testa dura

E’ tempo di finanziaria regionale e i lavoratori della formazione tornano in piazza. In effetti non l’hanno mai lasciata negli ultimi quattro anni da quando è cominciata la vera mattanza.

Il settore “bonificato” dalla cura del Governo Crocetta non ha impedito che si tornasse a parlare di truffe e scandali nell’uso del pubblico denaro con rilievo nazionale per via del parlamentare messinese Genovese, ma per una incomprensibile ragione sui misteri del giornalismo è riuscito a non raccontare al resto del paese che il prezzo è stato pagato dai lavoratori e le loro famiglie. Una macelleria di quattromila lavoratori che non conquista i quotidiani nazionali.

La Rai regionale racconta l’ultima, in ordine di cronaca, del lavoratore dell’ Anfe che non solo ha subito il licenziamento ma non gli corrispondono le spettanze e arretrati e vive in una casa che il comune gli ordina di abbandonare perchè pericolosa . E, nessuno chiede il conto all’ ente. 

Il Governo convoca enti e oo.ss. e promette una norma per assicurare il lavoro ai licenziati. I lavoratori apprezzano e avvertono che la norma esiste gia’ fatta dal legislatore regionale nel 1993 e non è servita a risparmiare la falcidia e i morti per suicidio. Dovrebbe bastare a rispondere alla sbigottita domanda che il direttore del dipartimento istruzione e formazione si pone sul perchè i lavoratori non hanno creduto all’ impegno da lui preso sulla loro riassunzione.

Certo i lavoratori sono divisi e non hanno un grande appeal elettorale. Pochi hanno provato a contrastare la divisione della categoria e questo spiega perchè non si ricordano da tempo manifestazioni oceaniche che invece occorrerebbero.

La rappresentanza i tali bisogni non ha trovato nei partiti che si rifanno alle storiche lotte dei lavoratori, la dignità di una cittadinanza riconosciuta.

Singoli parlamentari  di diversa estrazione, provano una vicinanza di cui ancora non si conoscono gli esiti. Eppure il servizio deve essere svolto non si puo’ eliminare. La formazione come l’orientamento al lavoro nei servizi per l’impiego vanno fatti. Nessuno puo’ ignorare che le competenze degli addetti và recuperata al miglioramento del servizio che la Regione finanzia con i fondi europei perchè servono all’ inclusione sociale. Ma forse per questo serve una politica di prim’ordine.

Domenico Bruccoleri