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Il favarese Vitello è il nuovo ministro dell’Ordine Francescano Secolare di Sicilia

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L’Ordine Francescano Secolare di Sicilia, riunito ad Enna al Federico II Palace Hotel dal 3 al 5 settembre scorso, ha eletto il nuovo Consiglio Regionale chiamato a guidare le oltre 150 fraternità siciliane presenti su tutta l’isola per i prossimi tre anni. L’assemblea capitolare, costituita da rappresentati di ciascuna fraternità locale, ha eletto Carmelo Vitello come Ministro regionale e Claudia Pecoraro come vice-Ministra, assieme ai consiglieri Francesco Viviano, Giuseppe Trovatello, Salvatore Algozino, Giovanni Susinna, Giovanni Mocciaro, Fabiola Spitaleri, Giuseppe Pulvirenti, Rosario Allegra, Stefania Quartarone, Vito Milazzo.

Il neoeletto ministro Carmelo Vitello ha infiammato i cuori dei presenti ricordando, con passione e speranza, come l’Ordine Francescano Secolare sia nato dal cuore di Francesco di Assisi e pertanto chiamato ad essere luce e speranza per il mondo intero: “Siamo chiamati a vivere la bellezza della fraternità, con profonda gratitudine al Signore: c’è tanta bellezza nella nostra fraternità regionale, guardiamo al futuro, cerchiamo di essere esempio di come possa essere vissuta la fraternitàmettendo insieme la bellezza delle nostre relazioni. Nessuno si salva da solo pertanto siamo chiamati ad uscire dallo schema di autoreferenzialità a cui questa società prova ad abituarci. A noi l’impegno di essere segno visibile della presenza di Dio tra gli uomini e segno di speranza per l’umanità nel “secolo”. Quel “secolo” che ha costituito il campo di azione coraggiosa di presenza e di speranza di francescani secolari di ogni tempo.

Tanta la gratitudine al consiglio uscente che ha accompagnato con dedizione la fraternità regionale nel quadriennio precedente; di profondo affetto fraterno sono intrise le parole del ministro uscente Fabrizio Lombardo: “Porterò la fraternità vissuta con voi, per sempre con me; grazie alla vostra presenza e grazie al servizio ho riscoperto la bellezza di una vera vocazione. Affidiamo al Signore il nuovo Consiglio regionale perché sia segno di Gioia e Speranza, perché sia fraternità!”.