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Il racconto di un Acquisto infelice

Il servizio di Sicilia Tv sul sacerdote Diego Acquisto e la sua permanenza nella parrocchia di San Vito non si distingue come prova di giornalismo adulto nella nostra città. La stampa forma da sempre l’opinione pubblica e oggi,con la tecnologia che ci inonda di informazioni e il diffondersi di fake news(notizie false) tese a orientare verso interessi,spesso sconosciuti ai piu’,il consenso commerciale o politico che sia ,deve svolgere con maggiore rigore il suo compito di sentinella delle libertà di ciascuno di formarsi un opinione sui fatti libera e consapevole auspicabilmente nel pluralismo di stsmpa. Il tema non riguarda, non me ne vogliano gli amici della televisione cui mi lega un antico affetto, solo la nozione di “notizia” com’ è nella sua accezione classica:il cane che morde l”uomo non è notizia; l’uomo che morde il cane è la notizia. Qui la permanenza di don Diego è assimilabile al cane che morde.La notizia non c’è. Riconosco che ha un appeal sulla platea di 6000 followers perché la lunga attività pastorale e giornalistica può in un servizio,si diceva una volta, di terza pagina raccontare uno spaccato di storia e le sue dinamiche nella nostra città. Quello che non convince è il divario, la sproporzione tra la presentazione dell’ oggetto del servizio , cioè la permanenza dovuta ai poteri forti e ai misteri e la supina accettazione della spiegazione del prete di fatti facilmente verificabili prima della pubblicazione del servizio,che avrebbe allontanato dal sacerdote l’ombra di una “spectre da catechista” ovvero che il mistero celi la doppia identità di don Diego che come il suo omonimo dela Vegas non è quello che appare. Credo che inseguire il sensazionalismo svilisca la funzione della stampa che invece dei social ha il compito di approfondire, ricercare e possibilmente studiare fatti eavvenimenti per una pubblica opinione capace di “conoscere per deliberare”. Lo chiediamo alla politica competenza e rappresentanza, anche la stampa ha i suoi doveri. Altrimenti non si distingue dalla selva di contumelie di cui sono pieni i social con grave ferita al funzionamento del sistema democratico oggi sotto attacco,questo si, dai poteri forti. Fosse stato un servizio sulla attività pastorale e/o giornalistica di don Diego, su cui è legittimo avere teorie diverse, sarebbe stato cosa utile alla città. Presentarlo dentro un mistero é stato il racconto di un Acquisto infelice.

Domenico Bruccoleri