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Il sindaco Antonio Palumbo: “E’ necessario fare chiarezza sulla questione riapertura delle scuole”

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I sindaci non possono essere lasciati da soli dalla Regione a fronteggiare l’emergenza Covid. Non è possibile che i primi cittadini debbano assumersi la responsabilità di atti che vengono poi impugnati dai Tribunali, ma che vengono ritenuti necessari da parte degli organismi sanitari e indicati dall’Assessorato regionale alla Salute. Non è più tollerabile che i Comuni debbano poi sostenere e organizzare servizi che poi è la stessa Regione a bloccare con scelte scriteriate”.

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A dirlo, in una nota, è il sindaco di Favara Antonio Palumbo che conferma, al momento, la Dad fino al prossimo 26 gennaio.

“E’ necessario fare un po’ di chiarezza – spiega ancora – su diverse questioni, partendo dalla riapertura delle scuole. Fintanto che la nostra ordinanza non sarà impugnata e cassata, non riapriremo le scuole: si tratta di una misura che l’Asp, con proprio parere, ha ritenuto valida per fronteggiare i contagi da Covid-19, che hanno raggiunto e superato quota 1500 nella nostra città. Nella giornata di oggi, inoltre, abbiamo provveduto a reiterare all’Azienda sanitaria di Agrigento la richiesta di realizzazione di un’attività urgente di vaccinazione e screening della popolazione scolastica, sfruttando la fase di chiusura delle scuole per garantire maggiore tranquillità alle famiglie in vista del ritorno a scuola. Ci attendiamo inoltre dall’Asp una maggiore celerità nella trasmissione dei dati, soprattutto dei soggetti guariti”.

Si è inoltre bloccato, per cause non dipendenti dal Comune, il servizio di smaltimento dei rifiuti Covid.

“Oggi sarebbe dovuta partire la raccolta a domicilio dei rifiuti prodotti dai soggetti in quarantena che, lo ribadiamo, non possono essere conferiti per strada – spiega il sindaco -. Gli uffici avevano provveduto la scorsa settimana ad affidare il servizio (non con un bando, come inizialmente comunicato, ma contattando diverse aziende operanti nel settore e individuando il prezzo più basso) ma questa mattina abbiamo scoperto, con grande sorpresa, che la Regione ha deciso di cambiare discarica in cui i rifiuti andranno conferiti. Questo con un aggravio dei costi enorme, che ha di fatto modificato gli accordi economici presi con l’azienda e reso impossibile la partenza del servizio. Siamo adesso in attesa che la Regione ci autorizzi a conferire presso un impianto del territorio, con il timore comunque che questa spesa ricada sulle casse dei comuni in modo dirompente”.

“Non è più possibile – conclude Palumbo – che ogni colpa sia di noi sindaci, che ogni scelta ci sia scaricata sulle spalle, che sia nostro l’onere di firmare provvedimenti che la Regione e gli organismi sanitari dicono siano consentiti, senza poi però preoccuparsi di valutarne l’impatto”.