Da piccola voleva solo giocare a calcio. Stare tra i pali, tuffarsi sul pallone, correre su campi in erba o in terra battuta. Ma il suo sogno si scontrava con tanti ostacoli. Pregiudizi, difficoltà familiari, barriere sociali. Perché per molto tempo il calcio è stato visto come uno sport “da maschi”. Alice Pignagnoli però non si è fermata. Ha continuato a credere in quel sogno. Con fatica e determinazione è arrivata fino alla Serie A e alla Nazionale. Nel suo percorso ha dovuto affrontare anche un problema concreto: una normativa che non garantiva tutele alle calciatrici in gravidanza. La sua storia, raccontata in un libro autobiografico, diventa ora un docufilm. La regia è di Donatella Finocchiaro, con la fotografia di Daniele Ciprì. In questi giorni la troupe di WellSee, guidata da Angelisa Castronovo e Antonino Moscatt, è tra Favara e Agrigento per girare alcune scene e seguire momenti di incontro con il territorio. Uno di questi appuntamenti è in programma oggi, alle 17.30, al Castello Chiaramonte di Favara. Alice Pignagnoli incontrerà la città per raccontare la sua esperienza, dentro e fuori dal campo. All’incontro parteciperà anche suor Silvia Carboni, psicologa ed ex calciatrice della Nazionale delle Suore, che parlerà del legame tra sport, identità e crescita personale. Presente anche Donatella Finocchiaro, che leggerà alcuni brani tratti dal libro. Il docufilm, sostenuto dalla Sicilia Film Commission, coinvolgerà anche i giocatori della CastrumFavara e un gruppo di studenti dell’Istituto comprensivo “Falcone Borsellino”. Una storia di sport, diritti e determinazione che parte dal campo, ma parla a tutti.
Il sogno, le barriere e la rivincita: la storia di Alice Pignagnoli diventa un docufilm






