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Insonnie e visioni. In viaggio con l’autore… lettera all’autore

Insonnie e visioni (di Rosario Napoli – edizioni Progetto Cultura) in viaggio con l’autore… lettera all’autore

Carissimo Rosario, è stata piacevole la serata che ci ha portati al Dedalo Festival di Caltabellotta e riaccompagnati sulla strada di casa. Hai potuto raccontarti sia nel viaggio d’andata che in quello del ritorno usando tante parole ‘familiari’ a te e memoriche a me specie quelle che hanno abbracciato quel lungo periodo di incertezze e di sofferenze che ha visto l’Italia bersaglio dei terrorismi di destra e sinistra come delle mafie. A dire il vero quello che mi ha com-mosso è stato il racconto di un figlio e di un padre senza pace. Le tue tante e circostanziate parole su fatti tuoi familiari che ti hanno segnato nel corpo e nell’anima hanno trovato e trovano sfogo in ogni verso/versato d’inchiostro indelebile su fogli/madre di libri/figli che si fanno carico del tuo carico di già figlio e per sempre padre di due ragazzi a cui hai dedicato le tue ‘INSONNIE E VISIONI’ e che cercano in tanti fogli di fogli/madre ‘Spiragli di luce’ ancora negati.

 

Leggendoti (per chì ha sentito narrar-ti) le tue poesie d’impronta ermetica, se non altro per l’uso quasi inesistente della punteggiatura e per i versi strapieni di senso, sanno tanto di te e solo di te. Danno sfogo alle tante/troppe piaghe dell’anima che trovano nella tua stessa anima il rimando, il ri-torno di chi partito col corpo ha lasciato l’anima partoriente di affetti infecondi di riconoscenza. D’altronde la poesia come potrebbe alimentarsi se non negli scantinati biorganicidella nostra anima che anela a soddisfare i suoi desideri o a gridare il suo dolore?

 

Le tue vicissitudini impresse in primis nel tuo amore/odio verso le tue stesse radici ed il paese d’origine così drammaticamente descritto in ‘Alla mia terra’dove i dotti ‘Tomasi, Hodierna e Cangiamila’sono stati dimenticati per far posto a ‘ladri, assassini e ruffiani’,(tu Rosario) hai dovuto attraversare la strettoia messinese come fosse un canale da parto per ri-nascere nelle terre latine di Anzio.

 

Verso su verso, il puzzle della tua nuova vita non si veste dei vissuti che t’impegnano nella vita pubblica, ti avvicinano ai tanti come Peppino Impastato a cui dedichi ‘Libertà’– un altro modo per evidenziare la tua indomita indole che non conosce ‘guinzagli’ di partito o di correnti, di movimenti o di potere, ma si veste delle sofferenze inferte da vissuti familiari che hanno coinvolto i componenti della tua famiglia che ‘dis-conoscendoti’ ti hanno lasciato con una ferita sanguinante non ancora rimarginata perché trattata ‘giuridicamente’senza averne ascoltato le cause che avrebbero potuto accogliere le tue parti deluse e mai rassegnate.

 

INSONNIE E VISIONI mi arriva insieme alla copertina dove il gabbiano-padre segue il gabbiano-figlio/a sullo sfondo di un mare che lascia sperare ad una ri-partenza per ripartorie alla vita una nuova vita che l’anima anela ed il corpo declama come sa e come può.

Angelo Vita Pedagogista – Docente di Filosofia e Storia –