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Intervista: dai guantoni da boxe alla gloria nella Muay Thai, la storia di Raoul Castellana

Favara può essere fiera di uno dei suoi giovani talenti più promettenti: Raoul Castellana. Nato e cresciuto in città, ora vive al Nord Italia, ma non dimentica mai le sue radici siciliane. La sua avventura nel mondo dello sport inizia a soli 12 anni, quando si avvicina alla boxe. «Ho attraversato momenti difficili e cercavo un modo per sfogarmi – racconta – il pugilato è stato un colpo di fulmine. Mi allenavo ogni giorno e non ho mai smesso».
A 17 anni, dopo un infortunio e un periodo di crisi motivazionale, Raoul decide di passare alla muay thai. Non è stata una transizione facile: «È uno sport completamente diverso, con distanze e colpi che non conoscevo. Pensavo fosse simile alla boxe, ma mi sbagliavo».
Tuttavia, l’adattamento è stato sorprendentemente veloce. In soli tre mesi, conquista tre titoli, tra cui la prestigiosa cintura WBC italiana, riconosciuta a livello mondiale. «Per prepararmi a quel match mi allenavo due volte al giorno – spiega – ci sono stati momenti di stress e fatica in cui ho pianto, ma alla fine la vittoria è arrivata».

Tra i momenti più emozionanti, c’è la vittoria per KO alla seconda ripresa in Grecia. «Mi concentro più sulla prestazione che sul risultato – ammette – ma venivo da una sconfitta in Spagna e volevo dimostrare a me stesso che potevo rialzarmi».
Sul ring, Raoul si presenta sempre pronto, sia mentalmente che fisicamente: «Sono un perfezionista negli allenamenti e in gara riesco a rimanere quasi sempre calmo».
Non sono mancati momenti difficili, come un incontro a Torino in cui è andato al tappeto due volte prima di vincere per KO. Anche se vive lontano, il legame con Favara è ancora molto forte. «Qui sono nato, il mio sangue è siciliano. Ho la mia famiglia, i miei nonni. Ogni volta che torno, mi sento a casa». 
Il messaggio per i giovani è chiaro: «Il cammino è impegnativo, ma se lo desideri davvero e sei pronto a fare dei sacrifici, puoi farcela».
Raoul esprime la sua gratitudine verso la famiglia, i nonni, il coach, la palestra e la fidanzata: «Stare accanto a un combattente non è facile, ma lei lo fa ogni giorno».
E qual è il prossimo obiettivo? «Alzare sempre di più l’asticella e arrivare a combattere al One Championship, il massimo per la muay thai».