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La Consulta delle Associazioni di Aica si racconta ai cittadini ai quali spiega il lavoro compiuto ad oggi

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Riceviamo e pubblichiamo 

“Non abbiamo mai abbandonato gli utenti. La Consulta delle Associazioni di Aica continua a seguire con attenzione il Servizio Idrico Integrato (SII) nell’Agrigentino. Lo diciamo ai cittadini ai quali, in nome della trasparenza che ci contraddistingue, desideriamo spiegare quali siano le competenze e le facoltà della Consulta e il lavoro svolto da ogni singola associazione che ne fa parte”. Con queste parole, l’avvocato Giuseppe Di Miceli, presidente della Consulta delle Associazioni di Aica, interviene per definire la posizione della Consulta, costituitasi il 6 giugno scorso, e il ruolo delle organizzazioni che si sono spese per la ripubblicizzazione del SII.
“Consulta – prosegue il presidente Di Miceli – che, come previsto dall’articolo 48 dello Statuto di Aica, ha funzioni di ‘…ascolto, informazione, controllo, concertazione e dibattito …, vigila sulla realizzazione degli obbiettivi e delle voci del piano-programma, promuove atti di indirizzo da sottoporre all’Assemblea, al CdA e al Direttore dell’Azienda Idrica’”.
Tredici le associazioni che ne fanno parte, tra le più presenti figurano: Konsumer Italia –  Agrigento Punto e a Capo – Agrigento – Ethikos – Canicattì – Titano – Codacons – A Testa Alta e Comitato Civico Cantavenera -Licata; Centro Studi De Gasperi -Sciacca. Tra questi anche la locale delegazione dell’associazione Mareamico dimessasi di recente.
“L’associazione Mareamico – spiega Giuseppe Di Miceli – ha sempre avuto un atteggiamento da osservatore, partecipando alle assemblee tenutesi mai in presenza e sporadicamente in modalità telematica e così facendo nei fatti non mai ha apportato alcun contributo fattivo alla causa dell’acqua pubblica ed alle sorti dell’Aica. È per tal motivo che non comprendiamo le motivazioni per la scelta fatta. Contrariamente, le altre Associazioni fin da subito hanno instaurato un rapporto fattivo e istituzionale con Aica e con Ati, rappresentando il proprio giudizio negativo sull’andamento della gestione del Servizio Idrico Integrato perfino nel corso nella seduta della Consulta del 25 luglio scorso alla quale hanno partecipato anche Domenico Gueli, presidente dell’ATI, e Alfonso Provvidenza, presidente dell’Assemblea dei Sindaci di Aica, che ha trasmesso alla Consulta il primo Bilancio dell’Azienda redatto dal CdA e successivamente approvato dai Sindaci. Preso atto delle negatività economiche del bilancio finanziario di Aica al 31 dicembre 2021 e per adempiere ai propri fini statutari, la Consulta ha invitato il direttore generale dell’Azienda a redigere una relazione sul proprio operato e ha inviato al CdA di Aica una richiesta di accesso agli atti in relazione ai Piano-programma e Piano degli investimenti; alle documentazioni relative ai provvedimenti necessari per riequilibrare il conto economico aziendale, alla riduzione delle sofferenze economiche aziendali e alla motivazione dell’impasse in riferimento alla nomina del Direttore generale e ai relativi provvedimenti da attuare”.
Argomenti di cui la Consulta ha discusso durante l’incontro con Gerardino Castaldi, presidente del CdA di Aica, e Francesco Fiorino, direttore generale
“Durante l’incontro – dettaglia Di Miceli – abbiamo sottolineato che tanto occorre ancora ai cittadini per avere un servizio idrico efficiente per il quale la Consulta è pronta a fare la propria parte in Aica, ovviamente nel rispetto reciproco dei ruoli statutari. Durante l’Assemblea dei Sindaci, svoltasi il 17 ottobre scorso, alla quale abbiamo partecipato, pur non contestando l’acquisto del ramo d’impresa dalla Curatela della Girgenti Acque SpA per evitare la sospensione del servizio idrico dal 1° novembre, abbiamo evidenziato come il CdA, dopo 13 mesi, non abbia proposto un’alternativa valida a questa ipotesi raggiunta solo grazie all’intervento del Prefetto che, per la seconda volta in un anno, è stata garante della prosecuzione del Servizio Idrico in provincia. La Consulta – conclude il presidente Di Miceli – è formata da quelle organizzazioni che nel loro insieme non solo sollevano il problema ma lo affrontano per addivenire, seppur con le difficoltà del caso, a una corretta soluzione dei problemi legati alla gestione del SII nell’Agrigentino”.

COOPERATIVA SANTANNA