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L’acqua è di casa nostra o di cosa nostra?

Dopo che siamo intervenuti innumerevoli volte come Favaraweb, unica voce, inascoltata sia dalla stessa Società che dall’Amministrazione di Favara in carica, sui mancati ripristini del manto stradale a seguito di interventi di Girgenti Acque, improvvisamente e inaspettatamente ecco che vediamo per le nostre strade maestranze per interventi che chiedevamo da più di qualche anno.

Pochi giorni fa, finalmente, “Girgenti Acque”, come per miracolo, ma tale non è a mio modesto parere, è intervenuta per asfaltare tutti i rappezzi, che aveva lasciati coperti solo da qualche cm di calcestruzzo, delle nostre vie cittadine, per propri interventi di riparazione guasti.

“Girgenti acque, ha riportato alle condizioni primarie, cioè con asfalto, interventi di scavi, anche vecchi di almeno un paio di anni, fino a quelli più recenti.

Ma come dimostra la foto relativa all’articolo non tutti i rappezzi sono stati ripristinati con l’asfalto o comunque riportati allo stato originario. Ovviamente questo dipende dalla totale assenza del Comune di Favara con l’Amministrazione in carica, che non ha né contezza né la mappatura di tutti gli interventi effettuati da Girgenti Acque, avendole lasciato campo libero negli interventi sulle nostre strade, dove, è bene chiarire, Girgenti Acque non ha nessuna competenza né nessun diritto, appartenendo, queste, ai cittadini di Favara e quindi a cura e salvaguardia esclusiva del nostro Comune.

Ma cercare di capire a cosa sia dovuto il “miracolo”, che tale non è, credo sia utile a tutti e in particolare ai cittadini favaresi.

Il “miracolo” non avviene certamente per i nostri ripetuti articoli di denuncia sullo “strano” comportamento di Girgenti Acque, in quanto sorda a tutte segnalazione, forse perché si sentiva molto protetta.

Non avviene nemmeno, assolutamente, per intervento della Giunta Comunale nei confronti della Società. L’amministrazione ha eretto un muro di gomma nei confronti delle segnalazioni e dei problemi che riguardano i cittadini favaresi che invece, per proprio ruolo e per salvaguardia e rispetto dei propri cittadini, dovrebbero cercare di risolvere.

Io sono convinto che il tutto si spiega con l’arrivo ad Agrigento del nuovo Prefetto Dottor Dario Caputo in sostituzione del precedente Dottor Nicola Diomede indagato, sulle vicende assunzioni, a seguito dell’indagine che circa un anno ha svelato un presunto sistema di assunzioni in cambio di favori e che ha coinvolto Sindaci, Forze dell’Ordine, politici e l’ex Prefetto appunto.

Uno dei primi atti del nuovo prefetto, a soli pochi giorni dal suo insediamento, è stata l’interdittiva nei confronti di Marco Campione numero uno di Girgenti Acque e del conseguente commissariamento della Società, da lui gestita, con il Dottor Gervasio Venuti, ma nell’assordante silenzio dell’ATI.

Scrive il Dottor Dario Caputo, a proposito di Marco Campione, nella sua interdittiva: “frequentazioni con soggetti appartenenti o comunque legati all’organizzazione mafiosa Cosa Nostra, che, almeno in alcuni casi, risultano provate e assunte a fondamento di decisioni della Magistratura”.

Le criticità e le disfunzioni di Girgenti Acque non sono solo nei confronti del territorio ma si riscontrano anche nella gestione dell’acqua dove, per esempio nel nostro comune, l’erogazione avviene con turnazioni anche di 10 giorni e non pochi cittadini hanno dovuto ricorrere e ricorrono ancora, alle autobotti di privati non venendone rimborsati, finendo così per pagare due volte il prezioso liquido, come è successo anche a chi scrive.

Possiamo ringraziare tutti i sindaci che allora hanno votato a maggioranza per l’acqua privata, dandola in mano a “Girgenti Acque”, ivi compreso il Sindaco di Favara pro tempore? Che rapporto c’è fra “Girgenti Acque” e “Caltacque” considerato che hanno denominazione molto simile? Perché la Sindaca, come promesso in campagna elettorale, non ha disdetto, tramite l’ATI, il contratto con Girgenti Acque per forti inadempienze o quantomeno non ha segnalato e sollecitato, le inadempienze, all’ATI per iscritto? Ma il sistema delle assunzioni in cambio di favori, come si sospetta nell’inchiesta di cui si parlava prima, è davvero finito? Possono i cittadini sperare nella tanto agognata “acqua pubblica” per cui, anni fa, hanno votato in un referendum rimasto solo sulla carta?

Carmelo Castronovo