C’è una profonda tristezza per il danneggiamento dei pannelli LED installati in piazza Cavour in occasione dei festeggiamenti per San Giuseppe. A esprimere questo sentimento è don Nino Gulli, che ha inviato una nota alla redazione per commentare il grave atto vandalico. “È davvero difficile capire il motivo di un gesto del genere”, scrive don Gulli. “Non si è colpita solo una struttura, né soltanto l’Associazione che si sta impegnando per organizzare la festa. Si è colpito qualcosa che appartiene a tutti noi”. Per il sacerdote, la festa di San Giuseppe non è una proprietà privata, ma un patrimonio religioso, culturale e popolare della città di Favara. È una tradizione che fa parte della nostra storia e della nostra identità, e che deve essere preservata e trasmessa alle generazioni future. “Per questo motivo, quanto accaduto fa ancora più male”, aggiunge don Gulli, ricordando il lavoro che precede ogni iniziativa festiva. Dietro gli allestimenti e i vari momenti della manifestazione ci sono mesi di impegno, sacrifici, tempo sottratto alle proprie occupazioni e famiglie, e soprattutto il lavoro volontario di tante persone che dedicano il loro tempo per offrire qualcosa alla comunità. “Danneggiare ciò che è stato creato per il bene comune significa mancare di rispetto non solo a chi ha realizzato materialmente l’opera, ma a tutta la comunità”, sottolinea. Don Gulli spera che le autorità competenti possano fare chiarezza su quanto accaduto e identificare i responsabili. Tuttavia, secondo il sacerdote, questo episodio dovrebbe anche servire come spunto di riflessione sul significato del bene comune e sul rispetto per ciò che appartiene alla città. “Favara ha bisogno di persone pronte a costruire, non di mani che distruggono. È fondamentale riscoprire il piacere di proteggere ciò che appartiene a tutti, rispettare il lavoro altrui e sentirsi parte di una comunità”, scrive. Nonostante le difficoltà, c’è una forte volontà di andare avanti con ancora più determinazione. “La risposta più bella a questo gesto sarà continuare il percorso intrapreso. La festa di San Giuseppe rimarrà un momento di fede, incontro, cultura e condivisione”. Nel suo messaggio finale, don Gulli affida a San Giuseppe il cuore della sua riflessione: “Uomo silenzioso e custode, insegnaci a fare proprio questo: proteggere e non distruggere, unire e non dividere, costruire e non ferire”.
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Pannelli LED danneggiati in piazza Cavour, don Nino Gulli: “Un gesto contro la festa è un gesto contro l’intera comunità”






