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Pippo Zappulla (Segr. Regionale Articolo Uno): «Basta con la propaganda di Musumeci e Razza sul Coronavirus. Adesso una operazione verità»

Riceviamo il seguente comunicato stampa dalla segreteria Regionale di Articolo uno che integralmente pubblichiamo.

«È venuto il tempo, in questi giorni di emergenza da coronavirus, che i siciliani sappiano concretamente quanti dei 2.800 posti di degenza ordinaria e dei 602 posti di terapia intensiva, previsti nel piano di intervento ospedaliero del governo regionale, sono realmente attivati, e se i tempi per realizzarli sono compatibili con la emergenza. Se sono stati accreditati i 100 milioni di euro annunziati, ad integrazione di quelli nazionali già fruibili, per i Comuni siciliani a sostegno dei drammi sociali che si stanno vivendo».

A chiederlo è il segretario regionale di Articolo Uno Pippo Zappulla, rivolgendosi direttamente al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci a all’assessore regionale alla sanità Ruggero Razza.

«Non è inoltre ozioso – continua Zappulla – fare sapere ai siciliani quali criteri sono stati adottati nella distribuzione territoriale dei posti letto nei vari territori e provincie. A esempio la provincia di Siracusa, con soli 30 posti di terapia intensiva, E perché è stata applicata questa eccessiva frammentazione della distruzione dei siti. Come tutti gli esperti affermano ormai in ogni dove l’eccessiva parcellizzazione dei presidi ospedalieri cresce il rischio di espandere il contagio.

Dal governo regionale ci aspettiamo meno propaganda e più risposte certe ed esigibili su come sono organizzati tutti i pronto soccorso e le ambulanze degli ospedali siciliani, se sono stati consegnati i dispositivi di protezione individuale a tutto il personale sanitario, se si stanno effettuando senza incredibili ritardi i tamponi per quanti particolarmente esposti, se si sta ovviando alla precaria presenza dei reagenti in larga parte della Sicilia.

Si è in ritardo, infatti, nel programmare una capillare campagna di test a salvaguardia della loro salute, dei loro familiari e delle intere comunità, a partire ovviamente dal personale sanitario, dalle farmacie e parafarmacia, dalla giustizia, dal personale dei supermercati e delle edicole, dai lavoratori delle poste e del credito, delle aree industriali e di tutti quelli a cui si sta chiedendo il sacrificio di lavorare per tenere in piedi, servizi e prodotti nell’interesse generale».

«Non è il momento – conclude Zappulla – della polemica e degli scontri e, superata l’emergenza, chiederemo conto e ragione al centrodestra siciliano, e a qualche pseudo esponente del centrosinistra, dei tagli drammatici fatti negli ultimi venti anni alla sanità pubblica, perché niente può essere più importante della salute degli operatori della sanità e dei cittadini».