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Riflessioni sulle dimissioni del Commissario della Gestione del servizio idrico integrato di Agrigento, Avv. Giuseppe Massimo Dell’Aira

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Riceviamo e pubblichiamo 

Ieri abbiamo appreso la notizia delle dimissioni di 1 dei 2 Commissari Prefettizi della Gestione del SII dell’ATI Ag9, l’avvocato Giuseppe Massimo Dell’Aira. 

Questo evento, dalle motivazioni che abbiamo letto, è dovuto alla paralisi della gestione del servizio idrico agrigentino per un conflitto di attribuzioni tra le Istituzioni interessate, quella prefettizia che vuole garantire la gestione del servizio nei confronti dei Cittadini e quella giudiziale che vuole garantire i creditori della stesso servizio.
Praticamente come un gatto che si morde la coda, o come quella copertina che non copre tutto il corpo ma in base alle circostanze che si verificano, una volta copre il capo e l’altra i piedi in base a dove si tiri e la parte che si vuole coprire.
Proprio quest’ultima volontà chi la esprime?
Gli esperti del settore risponderanno l’ATI, cioè l’Assemblea Territoriale Idrica dei Sindaci dei Comuni gestiti dal servizio. No, sbagliato. Nel territorio del Libero Consorzio dei comuni di Agrigento (EX-PROVINCIA) i Sindaci hanno deciso di non decidere.
E allora chi?
Ma come i Sindaci, nel settembre del 2019, non hanno individuato la forma di gestione del servizio idrico?
Si, ma non l’hanno costituita.
Di chi è la colpa?
Dei consigli comunali che non hanno approvato lo statuto o della Regione Siciliana che ha commissariato quest’ultimi nel settembre 2020 ma ad oggi ancora non approva definitivamente e procede più lentamente del dovuto?
Nemmeno.
Starete di sicuro impazzendo nell’individuare le risposte alle domande poste.
Tranquilli siamo nella terra di Pirandello e fino a quando il cielo di carta che sta sopra di noi non si romperà, non conosceremo il burattinaio che muove le fila.
Oggi la gestione prefettizia del servizio, in capo all’ing. Venuti e all’avv. Dell’Aira, ha garantito da quasi 2 anni e mezzo, che l’acqua continuasse ad arrivare nelle abitazioni dei Cittadini. Sin dal loro insediamento abbiamo seguito l’evolversi di questa gestione, con la quale da subito ci siamo confrontati in ogni sede, il nostro giudizio, nonostante le difficoltà che derivano dalla gestione stessa, è positivo. I Commissari hanno gestito, ed oggi l’ing. Venuti continua a gestire, il servizio con tutta la loro professionalità e non solo per l’indennità a loro riconosciuta.
Ma ora è arrivato il tempo, per i nostri Sindaci, di scoprire le carte del gioco ed evitare che i propri Cittadini restino all’asciutto, smentendo chi afferma che portare l’acqua ad Agrigento non serve perché è inutile. Inutile, non solo perché le sorgenti ci sono ma con lo scudo del famoso art. 147 del d.lds 152/2006, i comuni, illegittimamente (tranne qualche raro caso/comune 2/3 su 8), mettere a beneficio di tutti, ma anche perché la politica agrigentina non la vuole.

Nel ringraziare l’avvocato Dell’Aira per la professionalità, la competenza e la passione prestata in favore della nostra terra, ci auguriamo che oltre ai conguagli, nelle case degli agrigentini continui ad arrivare il prezioso liquido.

Avv. Giuseppe Di Miceli, Coordinatore Konsumer Agrigento