CRONACA Favara Primo piano

Tanto tuonò che piovve

centineopegasopegaso

Voglio fare subito due premesse.

La prima è che scrivo non solo come praticante giornalista ma soprattutto come cittadino di una comunità che sta soffrendo molto, come tanti concittadini, stanco di vivere in queste miserande condizioni.

La seconda è che credo sia opportuno, dopo più di cinque anni dare un giudizio politico su questa Amministrazione che purtroppo finisce in malo modo con le dimissioni a soli due mesi dalla fine del mandato e in piena emergenza igienico-sanitaria scaricando tutto sul vice Sindaco, fino all’arrivo del commissario che può essere nominato solo al trascorrere dei 20 giorni dalle dimissioni ufficiali del Sindaco, considerato che la legge, fatta dai nostri politici, dà 20 gg di tempo per ripensarci come se fosse una merce acquistata su internet, e non considerando che in questo frangente e in caso di emergenza si deve decidere in tempi celeri su cosa e come fare nell’interesse della collettività che dovrebbe prevalere su quella della singola persona anche se questa dovesse essere la massima carica. Purtroppo così è se vi pare!

In considerazione che nessuno obbliga nessuno a candidarsi, chi lo fa, lo fa di sua sponte e dovrebbe sapere e conoscere quello che lo attende cioè quali sono le condizioni della cosa pubblica e quali sono le proprie idee e risposte per governarla. Credo che dopo una intera legislatura non abbia senso e non abbia valore scaricare le responsabilità su chi l’ha preceduta. I predecessori non ci sono più, specie se non si sono candidati o sono stati battuti col consenso popolare. Chi si candida si mette in gioco e dovrebbe sapere come risolvere le problematiche del Comune che desidera AMMIISTRARE E GOVERNARE.

L’ex Sindaca (forse!) fin dal suo insediamento, avvenuto nel lontano 2016, doveva essere ed era a conoscenza che uno dei più tragici problemi di Favara, a parte i più esigui trasferimenti, erano allora e lo sono tutt’ora i mancati introiti, soprattutto sui tributi della spazzatura (- 70%), sulla ex IMU oggi TASI (-70/80%), sull’occupazione suolo pubblico (forse -90%), sulle affissioni (forse -90%) ecc. Tanto è vero che era a conoscenza della situazione finanziaria che ha da subito dichiarato il dissesto finanziario e che sono occorsi più di due anni e mezzo per approvare il suo primo bilancio 2016 e che sono ancora da approvare, da agosto c.a., tre bilanci comunali e i relativi rendiconti. Proprio per i mancati introiti che erano e sono, purtroppo consolidati, tanto è così che ci lascia un ulteriore debito, dopo il dissesto, di circa 20-30 milioni; probabilmente un altro dissesto da dichiarare oppure chiedere il riequilibrio.

A me fa senso che ci siamo accorti solo adesso che a Favara c’è un’emergenza igienico sanitaria dopo che tanti segnali, anche molto evidenti, ci preannunciavano che sarebbe finita così. Adesso tutti a protestare, ma solo sui social. Non ci disturbiamo a scendere in piazza, forse perché lo consideriamo disdicevole o non adeguato al nostro sentirci ceto moderato, all’errata convinzione che abbiamo del nostro sentirci ceto che non deve protestare, o non so cos’altro? Pensiamo che si possano conquistare dei diritti senza protestare? Ci siamo forse disabituati?

Primo segnale: la mancata applicazione del contratto sulla pulizia delle nostre strade, che fra l’altro non aveva un costo, al di là del ritiro della spazzatura: da un lato l’impresa che disattende, in maniera molto evidente, le clausole contrattuali e dall’altro il mancato controllo da parte di chi è proposto a questo compito, cioè sul piano politico, l’amministrazione in carica. E questo succede da anni!

Secondo segnale: i continui scioperi dei netturbini per mancato pagamento delle imprescindibili mensilità che veniva tamponato sempre con acconti e per di più che non completavano tutte le mensilità spettanti.

Terzo segnale: come detto sopra, gli acconti degli stipendi venivano eseguiti con i trasferimenti o con gli anticipi di cassa (su cui si pagano alla banca esosi interessi). Non mi stancherò mai di ripeterlo: il servizio nettezza urbana è a totale carico dei cittadini e va pagato totalmente e solamente da tutta la comunità residente e unicamente con l’introito dei tributi; ripeto, pagati dai cittadini! Purtroppo così non avviene nella nostra città considerato che, a detta della stessa prima cittadina, non paga il 70% dei contribuenti. Compito dell’amministrazione non è solo quello di fare la divisione per capire quanto deve pagare ogni utenza domestica e non domestica, ma anche quello di inviare le cartelle e di imporre anche il pagamento coattivo. Non basta dire ai quattro venti o nelle tv o nei propri video che i cittadini non pagano. Chi amministra, onore ed onere, ha il dovere anche di imporre i pagamenti, chi non sa farlo o non vuole farlo per mille motivi, torni a fare il cittadino come lo facciamo in tantissimi e passi la mano a chi ha volontà e capacità di farlo. Nessuno ci impone di restare in quel posto che abbiamo liberamente scelto e liberamente dovremmo lasciare se il compito ci è gravoso.

Quarto segnale: visto che le cartelle della TARI per l’anno in corso sono in acconto, perché non ci vengono consegnate a gennaio in modo che il Comune possa introitare subito e quindi pagare subito le spettanze? Questo io lo chiamo danno erariale. Per restare all’anno in corso, le cartelle personalmente mi sono state consegnate a fine maggio con le rate di febbraio e aprile già abbondantemente scadute!

Quinto segnale: compreso il 2021, che si dovrebbe presentare ad agosto c.a., siamo senza tre anni consecutivi di bilanci preventivi e senza consuntivi. Il motivo è sempre lo stesso: causa i mancati introiti non si riesce appunto a bilanciare.

Sesto segnale: con questa amministrazione il costo della nettezza urbana è aumentato di circa un milione di euro con l’accondiscendenza di un Consiglio Comunale, chi da un lato sosteneva l’amministrazione doveva votare sempre sì a “saccu d’ossa” oppure, da parte di chi stava all’opposizione, assentarsi, astenersi o non far cadere, con la propria presenza, il Consiglio Comunale. In questi cinque anni ne ho visto di tutti i colori!

Dicevo dell’aumento del costo totale della nettezza urbana di quasi due miliardi delle vecchie lire annue, per non avere nessun miglioramento del servizio. Sporca era la nostra città e più sporca è diventata con l’aumento. Non sto esagerando!

Ora io capisco che i più, tutti questi segnali di preavviso potrebbero non averli colti, ma tutti i cittadini politicamente attenti, tutti gli operatori politici a qualsiasi livello, tutti i partiti, o presunti tali, presenti nel panorama favarese e, dulcis in fundo, ad oggi tutti i candidati sindaci ufficiali, come sia possibile che non si sia intervenuti e lottato per prevenire quanto ad oggi successo? Come mai nemmeno una parola o uno scritto su quanto sta accadendo? Fare politica e amministrare vuol dire guidare, vuol dire indicare la strada da prendere, dare soluzioni, vuol dire metterci la faccia. Il silenzio è l’opposto di tutto questo. Mi scoraggia di più il non vedere una prospettiva per il futuro prossimo.

Personalmente penso che le dimissioni dovevano avvenire molto tempo prima, ma ciò non impedisce di sorprendermi che siano arrivate così improvvise, considerando che appena pochi giorni prima la Sindaca aveva indetto una conferenza stampa di programmazione amministrativa con la presentazione della Multiservizi che avrebbe dovuto gestire quasi tutte le competenze amministrative del Comune, spazzatura in primis, presentandola come la soluzione dell’Amministrazione al problema. Cosa è successo in questo pochi giorni? Non è pensabile mascherare le dimissioni prendendosela con i precari per la richiesta sacrosanta, dopo oltre un ventennio, di essere stabilizzati, o con i netturbini colpevoli solo di richiedere le giuste spettanze, che siano monoreddito o no. Gli stipendi per il lavoro svolto sono assolutamente dovuti.

Dimissioni misteriose, come è rimasta misteriosa la separazione consensuale (?) tra la Sindaca e il deputato, entrambi M5s. Qualcuno conosce le motivazioni di quella lite? A me a tutt’oggi sono conosciute.

Inutile prendersela col mondo politico perché lasciata sola, lei che volontariamente sceglieva il proprio isolamento anche dai propri cittadini, salutando solo chi le era simpatico/a, lei che invece doveva rappresentare tutta la nostra comunità.

Inutile attaccare tutto e tutti senza un minimo di autocritica su parecchi atti e su chi l’ha supportata politicamente sia in campagna elettorale che durante tutto il periodo della sua sindacatura che oggi è a sostegno di un candidato del centro destra. Tutti facciamo errori, si dice in siciliano “cu mangia fa muddrichi”: lei avrebbe fatto bene a rilevare qualche errore di troppo da lei compiuto in questi lunghi cinque anni.  Non è lei che ha vinto le elezioni presentandosi come il nuovo che ci avrebbe insegnato come si amministra la cosa pubblica col motto elettorale “metteteci alla prova”?

Che senso parlare di isolamento, lei che ha formato giunte di tanti colori e di tante sfaccettature, presentandole sempre e solo come il governo del M5s, quando invece sono diventati assessori persone appartenenti a forze politiche diverse, e oserei dire di quasi tutto il panorama politico favaresi?

Taccio sulle due Assessore alle finanze, per lasciare le cose come erano non avevamo bisogno di due venute da fuori, qualcuno di casa nostra magari avrebbe fatto meglio.

Solo qualche domanda: lei pensa di aver lasciato Favara migliore di come l’ha trovata? Vera la sua appartenenza politica a Forza Azzurri, quasi da sempre?

Come rispondere poi a chi taccia alcuni interventi sul web di essere astiosi o in malafede? Un cittadino incazzato, che è costretto a vivere in mezzo al sudiciume e senza le elementari regole del vivere civile, forse dovrebbe magari scrivere fischiettando o chiedere se per favore può vivere con le elementari regole della convivenza civile? Dica costui o costei quali sono le sue priorità da dare: dovremmo puntare l’attenzione alla forma in cui è espressa l’esasperazione dei cittadini favaresi quando si lamentano sul web o dovremmo forse interrogarci sulla assoluta legittimità della sostanza che stanno esprimendo?

A scanso di equivoci, oltre alla critica io avrei in mente qualche eventuale tentativo di soluzione ma mi rendo conto che sono al di là del sentire comune e mi taccio.

Aggiungo solo che credo che sia arrivato il momento, in cui tanti che stanno in pantofole o alla finestra o impegnati in altri versanti, provino a dare il proprio contributo o di presenza o di idee, ma con umiltà e senza voler apparire i primi della classe; di questi ne abbiamo provati tantissimi. Più altruismo e meno ego, più socialità e meno individualismo, meno affarismo e più collettività. C’è da salvare la nave che rischia di affondare.