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TUTTI A CASA PER COSTRUIRE UN MOVIMENTO UNITARIO DAL BASSO

Avevo scelto di stare in silenzio, di non dire una parola né a favore, né contro l’Amministrazione comunale che é seguita alla mia.
Del resto, come dicono i saggi anziani, ho seguito il loro consiglio “la migliore parola é quella che non si dice”.
Ma adesso, non posso – come semplice cittadino- stare in silenzio; il mio senso civico mi spinge a parlare, a dire, specie dopo il dibattito apertosi con le dimissioni del capogruppo pentastellato, per la verità, da tempo molto critico nei confronti del sindaco Anna Alba, anche Lei, per sua stessa dichiarazione, muta per tutto questo gran lungo tempo: 1095 giorni.
Mi preoccupa, non tanto il passato, ma, soprattutto, il futuro di questa Città, ridotta ad un quartiere di periferia africano, con tutto il rispetto per gli abitanti di quel continente.
Favara, con il governo e la maggioranza a cinque stelle, è irriconoscibile.
Quelle due strutture imponenti, importanti che rappresentavano la politica del cambiamento, il Palazzzetto dello Sport e la Piscina comunale, sono stati abbandonati alla malora e sono diventati ricettacoli di spazzatura per precisa scelta dell’Amministrazione comunale.
Chiusi da anni, abbandonati, distrutti materialmente hanno impoverito davvero il nostro paese: gli sportivi non possono frequentare il Palazzetto e, dall’altro canto, per andare in piscina, bisogna emigrare nei paesi limitrofi, con gravi disagi per l’intera famiglia.
Per non parlare del valzer della spazzatura: un giorno sì e l’altro pure si cambiano i turni dell’immondizia da depositare, senza i naturali preavvisi.
Strade, piazze del centro storico e non è le periferie traboccano di cumuli di quel pattume che potrebbe diventare ricchezza : qui, da noi, è servita per aumentare il costo del servizio.
La differenziata, rispetto al recente passato, è quasi una sconosciuta.
Potremmo parlare, senza straparlare, del personale, del loro migliore impiego, dei lavoratori precari, della dirigenza, “l’uomo giusto al posto giusto”, ma questa é fantapolitica.
Ma il dramma dei drammi resta la situazione finanziaria.
L’errore fondamentale, il primo in assoluto fatto dalla giunta e dalla maggioranza pentestalata è stato quello di avere, con la velocità di Achille, il “ pie veloce” è stato quello di aver dichiarato il dissesto finanziario, mentre era in corso, con la precedente Amministrazione un’interlocuzione proprio per evitarlo.
Ma i 5 Stelle dovevano da subito far vedere che erano “diversi”, anche a costo di apparire incompetenti ed incapaci.
Il loro gesto è sotto gli occhi di tutti: non possono comprare nemmeno una
“ spingola” ed i creditori, a distanza di tre anni, aspettano ancora di essere pagati, anche dimezzando il loro credito.
Non parliamo di bilancio, perché, come diceva, con Abbondonio: “Carneade, Carneade chi era costui”?
Ovviamente, come si vede, non voglio approfondire le tematiche: faccio solo un accenno, persuaso di parlare a persone intelligenti.
Favara ha perduto una grande occasione, ma, del resto, con degli “analfabeti” politici, nessuno si aspettava niente.
Il problema, oggi é porsi una domanda :che fare?
Continuare ad aspettare una morte lenta per altri due anni o cambiare completamente registro?
Nè l’una, né l’altra ipotesi mi sembrano convincenti.
Ed allora? Non resta che una sola alternativa: le dimissioni (altro che nominare un nuovo assessore alla finanze, per giunta di Bagheria e già sfiduciato assieme al sindaco a 5 Stelle), della giunta, la mozione di sfiducia e il conseguente scioglimento del consiglio comunale.
Lo so che, quest’ultima ipotesi, é pressoché impossibibile, visto il personale politico che occupa gli scranni dell’Aula Falcone – Borsellino.
Ma, a volte, occorre prendere il coraggio con due mani e fare l’unica cosa giusta: andare a casa.
Risparmiateci altre mortificazioni: il popolo ve ne sarà grato.
Ma il nodo é il dopo: la crisi dei partiti, il calo di attenzione della società civile, il balbettio della Chiesa locale e dei cattolici impegnati in politica non fanno sperare bene.
Le vecchie alleanze di destra, di centro-sinistra, di 5 Stelle non esistono più e bisogna prenderne atto.
Occorre fantasia, intelligenza e coraggio tutte mirate al bene pubblico.
Serve costruire dal basso uno o più movimenti con e assieme alla gente senza che nessuno vi metta sopra il proprio cappello.
Rinunciare al proprio ego per costruire il futuro di questa nostra Città é un dovere morale, prima che civico.
Tutti assieme ( non per fare un’ammucchiata) con programmi che nascano dal territorio, dagli artigiani, dai commercianti, da chi ha già dato il proprio contributo su Favara turistica, Città d’arte e di specialità particolari, dalle nuove generazioni, dal mondo della scuola, dai professionisti e da chi ne ha più ne metta.
Non è più il tempo per pensare a se stessi, ma ad una comunità, nella quale c’è spazio per tutti, ma senza prime geniture, come qualcuno ha, forse pensato di fare.