C‘è anche Favara nella nuova miniserie Rai dedicata a Rosario Livatino. “Livatino. Il giudice e i suoi assassini”, diretta da Michele Placido, sarà presentata in anteprima alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si terrà dal 13 al 25 ottobre 2026. Un progetto che guarda alla storia del magistrato agrigentino e che coinvolge da vicino il territorio favarese, scelto tra le location delle riprese e rappresentato anche nella squadra degli autori dal favarese Toni Trupia. La fiction racconta gli ultimi anni della vita di Livatino, intrecciando il lavoro in magistratura con gli aspetti della sua vita privata e con il contesto sociale dell’Agrigentino di quegli anni. Il giovane giudice seguiva le indagini sulla criminalità organizzata anche sul fronte economico, concentrandosi sui patrimoni, sugli interessi delle cosche e sui meccanismi attraverso i quali la mafia esercitava il proprio potere. Il racconto parte dagli anni Ottanta e mette a confronto due percorsi molto diversi. Da una parte Livatino, impegnato quotidianamente nel suo lavoro e nel rispetto della legge. Dall’altra i giovani della Stidda, che in quegli anni cercano nella criminalità una strada per conquistare denaro, potere e riconoscimento. La storia arriva fino al 21 settembre 1990, quando Livatino viene ucciso a 37 anni mentre percorre la strada che lo conduceva al Tribunale di Agrigento. La sua figura è rimasta nel tempo legata ai temi della giustizia, della legalità e della fede. Nel 2021 è stato proclamato beato.
A interpretare il magistrato è Giuseppe De Domenico. Nel cast ci sono Leonardo Maltese, Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta, Brenno Placido e Francesco Benigno. David Coco interpreta Paolo Borsellino, mentre Beniamino Marcone veste i panni di Giovanni Falcone, con la partecipazione dell’agrigentino Gaetano Aronica. La regia è di Michele Placido, alla sua prima esperienza alla guida di una fiction Rai. Il soggetto porta la firma di Fidel Signorile, Michele Placido e del favarese Toni Trupia.
Per Trupia si tratta di un coinvolgimento particolarmente significativo, perché la storia raccontata dalla miniserie affonda le proprie radici proprio nella provincia di Agrigento e nei luoghi in cui Livatino visse e lavorò. E tra questi luoghi c’è anche Favara. Una parte delle riprese è stata infatti realizzata in città, insieme a Canicattì, Naro, Palma di Montechiaro e Agrigento, oltre a Roma. La troupe ha lavorato sul territorio tra il settembre e il dicembre del 2025. La presenza di Favara non si limita quindi alle location. La produzione è di Federica Luna Vincenti per Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com, con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Siciliana attraverso la Sicilia Film Commission. La miniserie è composta da quattro episodi, della durata di circa 50 minuti ciascuno, e sarà trasmessa prossimamente in prima visione su Rai 1 e RaiPlay. Prima della messa in onda televisiva, il progetto sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma. Per Favara sarà anche l’occasione di riconoscere sullo schermo alcuni dei propri luoghi all’interno di una storia profondamente legata all’Agrigentino. A 36 anni dalla morte di Rosario Livatino, la sua vicenda torna così a essere raccontata attraverso una produzione televisiva che coinvolge direttamente anche la città.