Oltre 52 mila euro che Favara avrebbe potuto portare nelle proprie casse e che, almeno per il momento, restano fuori dal bilancio comunale. È questo il dato che fa discutere dopo l’esclusione dal fondo regionale destinato a sostenere i Comuni nell’attività di riscossione dei tributi. MPA Favara denuncia una mancata programmazione e punta l’attenzione sul regolamento comunale non adeguato nei tempi previsti. Una vicenda che riapre il tema della capacità dell’amministrazione di intercettare risorse e che, soprattutto, pone già lo sguardo sul prossimo riparto del 2027. A corredo dell’articolo viene allegato il comunicato stampa diffuso da MPA Favara, nel quale il movimento illustra le proprie contestazioni e le richieste rivolte all’amministrazione comunale.
“Mancata ammissione di Favara ai contributi regionali per la riscossione dei tributi locali (D.A. n. 519/2026): denuncia di una totale assenza di programmazione e di collegamento istituzionale. Spettabili cittadini, organi di stampa e amministratori, mentre 158 Comuni siciliani, tra cui ben 12 centri della provincia di Agrigento, beneficiano delle risorse del fondo regionale distribuito ai sensi dell’articolo 12 della legge di stabilità regionale, previsto dal D.A. n. 519 del 17 settembre 2026, la città di Favara si trova ancora una volta esclusa e costretta a rinunciare a somme preziose per le proprie casse. Sulla base della popolazione residente al 1° gennaio 2026, a Favara sarebbero spettati oltre 52 mila euro. Si tratta di risorse non vincolate che avrebbero garantito un sostegno diretto al bilancio comunale senza gravare ulteriormente sui cittadini. Per accedere al finanziamento non occorrevano manovre straordinarie: sarebbe stato sufficiente che, entro il 30 giugno, l’amministrazione proponesse al Consiglio comunale una modifica del regolamento, introducendo almeno due delle cinque misure previste dalla legge per l’efficientamento della riscossione. Secondo MPA Favara, l’inadeguatezza, la mancanza di programmazione e la superficialità dell’amministrazione nell’affrontare una misura così importante hanno impedito al Comune di cogliere questa opportunità. La mancata partecipazione o l’esclusione del nostro Comune evidenzia, secondo il movimento, un fatto grave e non più occultabile: «la totale incapacità di programmare le attività amministrative e l’assoluta mancanza di collegamento operativo con i livelli di governo regionale e nazionale». In un momento in cui altri Comuni lavorano per cogliere ogni opportunità di finanziamento, sostiene MPA, Favara resta isolata e priva di una guida in grado di intercettare le risorse disponibili. La normativa regionale offre comunque una seconda possibilità per il 2027, rivolta esclusivamente ai Comuni non ancora ammessi. Poiché chi ha già ottenuto il contributo non potrà ripresentare domanda, la quota spettante a Favara nel prossimo riparto potrebbe risultare persino più consistente. «Pretendiamo fin da ora che l’Amministrazione attiva, gli uffici competenti e il Consiglio comunale si mettano immediatamente al lavoro per adeguare il regolamento sulle entrate ben prima della scadenza del 30 giugno». Favara, conclude MPA, «non può continuare a perdere treni fondamentali per inerzia o superficialità». I cittadini, sostiene il movimento, meritano un’amministrazione presente, capace di dialogare con le istituzioni sovracomunali e di garantire sviluppo al territorio. Favara, 21 settembre 2026 – MPA Favara.”