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L’uomo che ebbe due funerali: Un’opera teatrale ispirata al racconto di Piero Carbone

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Agrigento, 2 febbraio 2024 – Il Teatro della Posta Vecchia di Agrigento si prepara ad accogliere un evento straordinario nel prossimo fine settimana, con la rappresentazione teatrale de “L’uomo che ebbe due funerali”, ispirato al racconto omonimo dello scrittore e poeta Piero Carbone. Lo spettacolo andrà in scena sabato 3 febbraio alle 21:00 e domenica 4 alle 18:00. Tutto ha avuto inizio nel gennaio 2019 quando Accursio Soldano, noto giornalista scrittore e curatore della collana “Coup de foudre”, contattò lo scrittore per far parte di questa straordinaria raccolta di racconti brevi. L’invito fu accettato prontamente, e così nacque “Il Vecchio che rubava i bambini”, un racconto che successivamente fu ripubblicato nel 2023 nel libro “La vita è un alfabeto” dall’editore Navarra.

Fu durante questo periodo che Carbone propose a Soldano un’opera altrettanto coinvolgente: “L’uomo che ebbe due funerali”. Un racconto intenso e ricco di emozioni che ha attirato l’attenzione del pubblico e della stampa, tanto da essere presentato in anteprima al Teatro Regina Margherita di Racalmuto, accompagnato dalla partecipazione della banda cittadina diretta dal maestro Francesco Carrara, con ben quaranta musicisti.

Dopo aver letto il racconto, Carmelo Rappisi, noto per le sue regie teatrali di opere di autori siciliani come Pirandello e Sciascia, si è reso conto del potenziale di “L’uomo che ebbe due funerali” e ha deciso di portarlo sul palcoscenico. L’opera è stata accolta con entusiasmo, tanto che si prepara ora per la sua presentazione al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento.

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Il racconto di Carbone, senza un messaggio determinato, invita silenziosamente a una riflessione sulla coscienza pubblica e privata, focalizzandosi sul senso di gratitudine legato alla memoria. L’autore afferma che questo invito è particolarmente rilevante nel contesto dell’Ospedale costruito con il lascito del benefattore Ferdinando Martino. Carbone critica anche le azioni che portano alla cancellazione della memoria storica, citando l’esempio dei basoli del corso principale di Racalmuto.

Quando intervistato sulla presenza della Sicilia nella sua opera, Carbone afferma che la letteratura è l’arte di inventare e ricreare la realtà, specialmente in una terra come la Sicilia, dove la realtà cruda sembra surreale e grottesca. Il regista Carmelo Rappisi, che ha accostato l’opera di Carbone alle pièce di Pirandello e Sciascia, ha dato ulteriore forza a questa considerazione, evidenziando la ricchezza e la complessità della letteratura siciliana.

Con grande attesa da parte del pubblico e della stampa, “L’uomo che ebbe due funerali” promette di essere uno spettacolo avvincente che mette in luce la profondità della letteratura siciliana e offre al pubblico un’esperienza teatrale unica nel suo genere.