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Tasse e multe arretrate, la rottamazione scatta a settembre: a Favara cresce l’attesa per la mossa del Comune

Dal 16 settembre via alle domande per azzerare sanzioni e interessi su IMU, TARI e multe. Lo sconto non è però automatico, i Comuni devono aderire entro fine mese. Una boccata d’ossigeno per i contribuenti, ma con una corsa contro il tempo che rischia di tagliare fuori milioni di italiani. Dal 16 settembre 2026 prenderà il via la nuova rottamazione dei tributi locali, cittadini e imprese potranno presentare domanda per sanare i debiti verso il proprio Comune, azzerando del tutto sanzioni e interessi di mora. La misura copre l’IMU non versata, la TARI arretrata e i verbali stradali finiti in cartella, con la possibilità di spalmare il debito residuo fino a un massimo di 54 rate bimestrali (quasi 9 anni). La sanatoria, tuttavia, nasconde un’insidia, non si applica in automatico. Il provvedimento è riservato esclusivamente ai Comuni che affidano la riscossione all’Agenzia delle Entrate Riscossione (Ader) e che delibereranno l’adesione entro il termine perentorio del 30 giugno 2026. Chi risiede nei municipi che mancheranno la scadenza resterà escluso, vedendosi costretto a pagare i debiti a prezzo pieno. La mappa delle adesioni è già in movimento. Roma ha fatto da apripista confermando subito la partecipazione. Segnali importanti arrivano anche dalla Sicilia, dove Palermo, Catania, Caltanissetta e Castelvetrano hanno già deliberato o avviato l’iter. Più a rilento la situazione nell’agrigentino, dove al momento solo il Comune di Sciacca si è attivato per garantire lo sconto. Proprio in provincia di Agrigento cresce l’attesa per la mossa del Comune di Favara, un territorio in cui i numeri degli utenti con debiti arretrati verso le casse municipali sono particolarmente elevati. Per una platea così vasta di contribuenti in difficoltà, l’adeguamento all’agevolazione fiscale da parte dell’amministrazione diventa cruciale. I cittadini non possono permettersi di perdere questa opportunità straordinaria per regolarizzare le pendenze accumulate nel tempo. Per Favara e per centinaia di altri enti locali il tempo stringe, restano pochissime settimane per approvare la delibera ed evitare che i propri cittadini vengano privati di questa attesa tregua fiscale.