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Favara. Coordinamento Titano: “Abbiamo il dovere di progettare il dopo Girgenti Acque”

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Il Coordinamento Titano interviene dopo l’audizione della Commissione Regionale Antimafia, richiesta dal Forum Regionale per l’Acqua Pubblica, tenutasi presso il Palazzo dei Normanni a Palermo, con argomento la risoluzione del contratto con Girgenti Acque. Di seguito la nota stampa integrale.

“In data 16 dicembre u.s. si è riunito a Favara il Coordinamento Titano, per relazionare i propri aderenti sulla propria presenza all’ audizione della Commissione Regionale Antimafia, richiesta dal Forum Regionale per l’Acqua Pubblica ed i Beni Comuni, avvenuta presso il Palazzo dei Normanni. L’assemblea è stata partecipata ed ha visto la presenza di molti componenti, provenienti da diversi comuni dell’Ambito. È stato comunicato come il Coordinamento, ha contribuito con argomentazioni che hanno evidenziato le molte inadempienze del Gestore, ma soprattutto i mancati controlli da parte di tutti gli organismi preposti a farlo malgrado le numerose denunce e già a partire dal 2009.  Abbiamo esplicitamente come, a nostro parere, se la condotta del Gestore Unico è durata oltre 11 anni, nella maniera che tutti conosciamo, ciò è dovuto anche al fatto che chi doveva controllare non lo ha fatto, chi doveva sanzionare non lo ha fatto, chi doveva ribellarsi, davanti ad un numero spropositato di denunce circostanziate, non lo ha fatto. In ragione di ciò il Servizio è andato avanti fino ad oggi con sussulti, manifestazioni di piazza e proteste di tutti i generi. È dovuta arrivare la Procura della Repubblica prima e la Prefettura dopo, a cavare le castagne dal fuoco a quanti avevano l’obbligo dei controlli e lo hanno disatteso, a tutti i livelli. Oggi la risoluzione è stata inviata al Gestore e tutti e ripetiamo tutti, abbiamo il dovere di progettare il “dopo Girgenti Acque “, ma più di tutti, questo obbligo grava sulle spalle dell’Ati Idrico, di tutti i sindaci dell’Ambito. Ma siccome nel 2011 i cittadini e con numeri inequivocabili, tramite un Referendum, hanno gridato al mondo intero che vogliono una gestione del SII in mani pubbliche, questo Coordinamento invita gli stessi Sindaci a non disattendere il risultato referendario. Non ci si immagini di proporre e mettere in campo “Minestroni “o “Paraventi” che consentano a privati di partecipare alla Gestione del Servizio, e se qualcuno ha in testa ciò è meglio che ci ripensi. In ragione di ciò proponiamo ai consigli Comunali di tutte le città ed i paesi del nostro Ambito di presentare e deliberare in Consiglio Comunale un Atto di Indirizzo da inviare al Sindaco ove si esplicita convintamente di voler adottare in seno all’ Ati una Gestione del tutto pubblica. Modelli possono essercene tanti e però facile pensare a modelli già in vigore altrove, come per esempio una Azienda Consortile Speciale, fatta di competenze specifiche che possano condurre e gestire impianti, reti e serbatoi. Progettare un futuro con costi meno esosi è possibile. Progettare un Servizio Idrico Integrato efficiente, efficace, solidale e in linea con le aspettative dei cittadini è possibile. Occorrerà stare attenti però da chi, fino ad oggi, ha recitato più parti in commedia, stracciandosi le vesti e deplorando la gestione attuale in pubblico ma favorendola e sostenendola in privato. Teniamo a mente soltanto che la nostra è la terra di Pirandello e Giuseppe Maria Tomasi da Lampedusa e del suo Gattopardo per cui occorre cambiare tutto per lasciare tutto come è adesso”.