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Favara. Persistono le discariche a cielo aperto. Quattromila mastelli ancora da ritirare.

Favara. Persistono le discariche a cielo aperto. Quattromila mastelli ancora da ritirare. Chi non lo ha ancora fatto da martedì può rivolgersi all’isola ecologica di via Maranello. 

Nonostante gli sforzi per tenere pulita la città da parte degli operatori ecologici, c’è ancora chi, non avendo ritirato i mastelli da utilizzare per la raccolta differenziata, si disfà dell’immondizia abbandonandola per strada. Il sospetto è che, non pagando la Tari e sfuggendo ai controlli attivati dal Comune, ci si guarda bene dal ritirarli perché è un modo per autodenunciarsi. Ecco, allora, che in più punti del paese ogni mattina si rinvengono discariche a cielo aperto la cui bonifica può avvenire solo nei giorni in cui si raccoglie il secco residuo trovandosi in esse vari tipi di rifiuti. Con l’ulteriore danno che si abbassa la percentuale di differenziata. “A breve – dice il sindaco Anna Alba – faremo partire un controllo nei condomini con la presenza degli agenti della Polizia Municipale cercando di snidare quanti continuano ad evadere il tributo e, di conseguenza, a sporcare senza alcun ritegno e scrupolo gli angoli di Favara”. Lo stesso primo cittadino ha comunicato che i mastelli che dallo scorso ottobre erano in distribuzione presso i locali dell’ex convento delle suore bocconiste in piazza D’Armi, da martedì prossimo, e ad ogni martedì successivo, potranno essere ritirati presso l’isola ecologica di via Maranello, allestita alle spalle del cimitero di Piana Traversa.

“Sono ancora da distribuire 4.000 mastelli per uso domestico – aggiunge l’assessore all’ambiente Giuseppe Bennica -, un numero ancora troppo elevato anche se una precisazione va fatta. In questa cifra vanno considerati circa 1.200 emigrati che solo saltuariamente rientrano a Favara. Comunque, tutti devono essere dotati dei contenitori perché il sistema della raccolta porta a porta possa ben funzionare elevando la percentuale di rifiuto differenziato”. Più o meno in regola le attività commerciali (circa 1.500) i cui titolari in gran parte hanno ritirato i raccoglitori molti dei quali di dimensioni diverse da quelli per uso domestico.
Persiste qualche problema per i cosiddetti abitanti di “Favara Ovest” ancora serviti dal Comune di Agrigento benché a seguito del referendum dell’anno scorso, che ha sancito la rettifica dei confini tra i due comuni contermini, siano tornati favaresi a tutti gli effetti. “Il servizio di raccolta dei rifiuti a Favara Ovest – conclude il sindaco Alba – continuerà a gestirlo il comune capoluogo fino alla fine dell’anno per poi passare nelle nostre competenze”.